In redazione abbiamo esaminato attentamente le fotografie divulgate da Haas e siamo giunti ad una conclusione sotto certi punti di vista sconvolgente. Ma quale nuovo look o nuova livrea: quella mostrata è semplicemente la VF-20 in tutto e per tutto! Per tale motivo, è la prima monoposto ad essere svelata, senza se e senza ma. L’analisi tecnica del nostro Marco Francesco Renna.

Il 2020 bus­sa final­mente alla por­ta degli appas­sion­ati e lo fa sen­za alcun preavvi­so o seg­nale pre­mon­i­tore. Di fat­to, ci ver­rebbe qua­si da dire che, più che bus­sare, si sia per­me­s­so di sfon­dare tutte le porte di cias­cuno di noi. Con un post recen­tis­si­mo, infat­ti, è sta­ta sve­la­ta la veste uffi­ciale del­la nuo­va Haas, che, in realtà, nasconde qual­cosa di davvero spe­ciale e che, agli occhi dei più, forse è sfuggito.

In redazione abbi­amo esam­i­na­to atten­ta­mente ogni fotografia divul­ga­ta e la con­clu­sione alla quale siamo giun­ti è, a nos­tro parere, estrema­mente inter­es­sante. Al con­trario di quan­to cap­i­ta­to nel­la scor­sa sta­gione, non si trat­ta di una sem­plice maque­tte su base “vec­chia” a cui sono sta­ti donati nuovi col­ori: si trat­ta, infat­ti, del­la nuo­vis­si­ma vet­tura del 2020, ovvero del­la Haas VF-20. Altro che nuo­vo look, quel­la mostra­ta dal­la scud­e­ria amer­i­cana è la nuo­va mono­pos­to, sen­za se e sen­za ma! Sec­on­do una con­sue­tu­dine recente, la nuo­va mono­pos­to è sta­ta sve­la­ta attra­ver­so dei ren­der­ing tridi­men­sion­ali e sono diver­si i det­tagli che aiu­tano a far capire che ci si tro­va difronte a qual­cosa di davvero nuo­vo. Par­tendo dal muso e ter­mi­nan­do nell’alettone pos­te­ri­ore, è pos­si­bile notare come diver­si e tan­ti siano gli ele­men­ti che per­me­t­tono di iden­ti­fi­care la vet­tura come inedi­ta e per questo, in maniera appro­fon­di­ta, li pas­si­amo in rasseg­na. Le prime dif­feren­ze che dis­tac­cano la nuo­va vet­tura dal­la prog­en­i­trice sono già evi­den­te­mente iden­ti­fi­ca­bili nel­la parte frontale, dove un nuo­vo muset­to fa spazio a due fer­i­toie, col­lo­cate ai lati del bul­bo cen­trale e dove spic­ca, su tut­to, la nuo­va architet­tura dell’alettone ante­ri­ore, ora dota­to di nuovi slot che, gra­zie ad una evi­dente ras­tremazione ver­so l’esterno, per­me­t­tono di incre­mentare l’effetto outwash.

Nuo­va e deg­na di nota è anche la sezione cen­trale, dove spic­cano diver­si cam­bi­a­men­ti che pro­prio non pos­sono essere las­ciati al caso e la cui imple­men­tazione è sta­ta resa pos­si­bile dal­la rin­no­va­ta PU Fer­rari, che, su tutte, ha per­me­s­so di ridis­eg­nare com­ple­ta­mente l’airscope sec­on­do una sago­ma tri­an­go­lare piut­tosto sim­i­le a quel­la del­la SF90: un mer­i­to, questo, da attribuire all’architettura delle masse radi­anti diver­sa­mente dis­tribuite rispet­to al pas­sato e, soprat­tut­to, alla concorrenza.

Ma non si trat­ta delle uniche novità che coin­vol­go­no quest’area. Si pos­sono, infat­ti, notare i nuovi badge­board e i nuovi pro­fili alari a “boomerang”, già visti su larga parte delle vet­ture con­cor­ren­ti e che, anche in questo caso, han­no incon­tra­to un ulte­ri­ore con­sen­so tec­ni­co da parte di un ulte­ri­ore team. Ad essi si aggiun­gono anche i riv­is­i­tati gen­er­a­tori di vor­tice che, uni­ta­mente alle pance in parte ris­ago­mate e ai nuovi spec­chi­et­ti dotati di devi­a­tore di flus­so supe­ri­ore, for­niscono alla nuo­va nata di Vara­no de Mel­e­gari un look decisa­mente nuo­vo. Spo­stan­do­ci ver­so il pos­te­ri­ore, non pos­si­amo fare a meno di notare la nuo­va deck-wing, ora com­ple­ta­mente rac­cor­da­ta alla pin­na in luo­go dei prece­den­ti pro­fili sin­goli, a cui si aggiunge un alet­tone pos­te­ri­ore dota­to di nuovi sof­fi­ag­gi sull’endplate che si dis­tac­cano da quel­li in stile Mer­cedes-Fer­rari visti nel 2019.

La nuo­va vet­tura avrà l’arduo com­pi­to di far dimen­ti­care le delu­den­ti prestazioni del­la pas­sa­ta sta­gione, in larga parte dovu­ti a alla dif­fi­cile com­pren­sione che i tec­ni­ci han­no accusato a bor­do pista e ad ulte­ri­ori vicis­si­tu­di­ni di natu­ra stret­ta­mente tec­ni­ca. Per sapere se questi fan­tas­mi saran­no sta­ti defin­i­ti­va­mente scac­ciati o meno, però, sarà nec­es­sario atten­dere il riscon­tro del cronometro.

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