Hamilton e la Ferrari: quando un giorno qualunque non diventa più un giorno qualunque.

Un pri­mo Feb­braio qualunque trasfor­ma­to in un pri­mo Feb­braio che è già sto­ria. Lewis Hamil­ton e la Fer­rari. Il binomio che fa tremare gli ani­mi ad ogni tifoso e appas­sion­a­to di For­mu­la 1.

Per­ché Lewis è parte del­la sto­ria di questo sport di atleti del­l’as­fal­to. Nei suoi 74 anni di vita, sette por­tano la sua fir­ma. La fir­ma del “Sir”, del “Re Nero”, del ragaz­zo che appe­na entra­to nel mon­do dei gran­di nel 2007 era già rius­ci­to a dar fas­tidio e a met­ter­si lì, in alto, in lot­ta per un tito­lo che sarebbe arriva­to l’an­no dopo.

Ha mosso le masse, Lewis. O le ha divise, in chi lo ha sem­pre sup­por­t­a­to e in chi per lui ha sem­pre tifa­to con­tro. Con­tro, per­ché per anni Hamil­ton ha rap­p­re­sen­ta­to il “nemi­co” per il Cav­alli­no. La sfi­da fino all’ul­ti­ma gara con Mas­sa, nel 2008, e le ruo­tate con Vet­tel negli anni in cui per la Fer­rari la paro­la “Mon­di­ale” pote­va non essere più un tabù.

Ph. Mer­cedes-AMG PETRONAS For­mu­la 1 Team ©

Eppure, con il tem­po, i con­tro sono diven­tati pro. Per­ché lo han­no vis­to crescere, cam­biare, mat­u­rare. Lo han­no vis­to vin­cere ma anche perdere. Per­ché alcu­ni di quei con­tro han­no ver­sato lacrime per lui dopo quel­l’Abu Dhabi così ama­ra, così ingiusta.

Per­ché alcu­ni han­no temu­to un suo ritiro, dopo essere cadu­to nel silen­zio. Per­ché alcu­ni di quei con­tro han­no cam­bi­a­to pun­to di vista, Lewis non era più “il nemi­co” ma “il cam­pi­one qua­si cam­pi­onis­si­mo”, la pre­sen­za indis­pens­abile tra altre indis­pens­abili che riesce a graf­fi­are nonos­tante un macchi­na difficile.

“Lewis alla Fer­rari” è la frase che in molti avreb­bero volu­to leg­gere, prob­a­bil­mente già parec­chio tem­po fa. Non è un seg­re­to: le voci di questo binomio scop­pi­et­tante ci sono state, più o meno grosse.

Adesso non sarà più solo una voce. Adesso sarà realtà.

Realtà che anche chi non ha un cuore rosso sarà “costret­to” a sup­port­are, dal pri­mo giorno in cui Lewis si mostr­erà al mon­do con lo stem­ma del Cav­alli­no cuci­to sul pet­to.

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