Con il Gran Premio di Abu Dhabi, ultimo della stagione 2023, Alfa Romeo ha salutato la Formula 1, in seguito alla chiusura della collaborazione con Sauber iniziata nel lontano 2018. Il risultato ottenuto a Yas Marina non ha sorpreso ed è stato il naturale epilogo di una stagione complicata, in cui il team guidato da Alunni Bravi non ha mai mostrato il guizzo necessario per andare oltre un triste nono posto in Classifica Costruttori. Cosa ne sarà ora del Biscione nel mondo del Motorsport? Al momento un addio, ma solo in attesa della giusta occasione per tornare. Parola di Jean-Philippe Imparato.

L’ultimo Gran Pre­mio del­la sta­gione, svoltosi sul cir­cuito di Abu Dhabi, non ha por­ta­to for­tu­na ad Alfa Romeo, che ha con­clu­so l’anno con entram­bi i piloti fuori dal­la top ten, con­fer­man­do il nono pos­to finale nel­la clas­si­fi­ca iridata.

Il fine set­ti­mana nel Gol­fo Per­si­co era anche com­in­ci­a­to nel migliore dei modi, con il quar­to tem­po ottenu­to da Valt­teri Bot­tas nel­la pri­ma ses­sione di libere del ven­erdì. Il buon risul­ta­to delle FP1 è sta­to suc­ces­si­va­mente con­fer­ma­to dalle FP2, in cui, nonos­tante i pochi giri per­cor­si, i due alfieri del team di Hin­wil si era­no clas­si­fi­cati in quar­ta e set­ti­ma posizione, rispet­ti­va­mente per Bot­tas e Zhou.

Ph. Alfa Romeo F1 Team Stake ©

La gior­na­ta di saba­to ha invece pre­so una pie­ga decisa­mente meno bril­lante sin dalle FP3: solo dec­i­mo il pilota cinese, addirit­tura sedices­i­mo il fin­lan­dese. Le qual­i­fiche han­no pros­e­gui­to il trend dis­cen­dente, con i piloti inca­paci di trovare giri buoni e con­dan­nati ad una mes­ta diciottes­i­ma posizione per il numero 77 e dician­noves­i­ma per il numero 24.

Da ques­ta posizione, sen­za colpi di sce­na durante la gara, è sta­to impos­si­bile per le due C43 risalire la griglia di parten­za: dici­as­settes­i­ma e dician­noves­i­ma le posizioni finali di Zhou e Bottas.

Al di là degli ulti­mi risul­tati, Jean-Philippe Impara­to, ammin­is­tra­tore del­e­ga­to di Alfa Romeo, si è det­to sod­dis­fat­to del bilan­cio finale del­la part­ner­ship di lun­ga data con il team elvetico:

Il con­nu­bio con Sauber è sta­to il miglior inves­ti­men­to del­la sto­ria! Pos­si­amo dire che in ter­mi­ni di ritorno di immag­ine, per ogni euro spe­so ne abbi­amo rice­vu­ti indi­etro ven­ti. Allo stes­so tem­po siamo un po’ tristi per­ché las­ci­amo una squadra che ha sposato per sei anni il nos­tro mar­chio e con la quale c’è sta­ta una relazione stra­or­di­nar­ia”, ha dichiara­to Impara­to a Motorsport.com.

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Cosa sarà quin­di di Alfa Romeo? Sec­on­do il CEO del­la casa auto­mo­bilis­ti­ca milanese altre oper­azioni per man­tenere la pre­sen­za in For­mu­la 1 non era­no gius­tifi­cate, ma il Bis­cione potrebbe presto com­par­ire in qualche altra cat­e­go­ria, che pos­sa ele­vare nuo­va­mente lo spir­i­to sporti­vo del mar­chio. Le parole del diri­gente francese las­ciano aperte vivide sper­anze nel cuore degli alfisti:

Puntare sul fare un’operazione copia/incolla sul­lo stile di quel­la fat­ta con Sauber non ci inter­es­sa­va, quin­di abbi­amo inizia­to a guardare altro. Alfa Romeo non ha nul­la a che fare con il mon­do del ral­ly, il grup­po Stel­lan­tis ha già due marchi impeg­nati in For­mu­la E, così l’attenzione si è sposta­ta sul WEC. Si trat­ta di un mon­do, quel­lo endurance, nel quale Alfa Romeo ha vis­su­to in pas­sato delle bel­lis­sime espe­rien­ze. Al momen­to è un mon­do in cui c’è mol­ta eufo­ria e diven­ta dif­fi­cile capire che liv­el­lo di inves­ti­men­to sia nec­es­sario per puntare ai mas­si­mi tra­guar­di. Cre­do sia cor­ret­to avere un quadro chiaro e sapere con pre­ci­sione a cosa si va incon­tro pri­ma di lan­cia­r­si in un prog­et­to. Quan­do torner­e­mo in pista lo fare­mo con il sup­por­to dei prog­et­ti Motor­sport di Stel­lan­tis, ed essendo Peu­geot già pre­sente nel WEC ovvi­a­mente una coop­er­azione è più che pos­si­bile. Ci ten­go però a chiarire che al momen­to non siamo anco­ra in gra­do di con­fer­mare nul­la, lo fare­mo quan­do avre­mo chiu­so la piani­fi­cazione e la val­u­tazione dell’investimento. La mia volon­tà, come quel­la del pres­i­dente Car­los Tavares è quel­la di pren­der­ci tut­to il tem­po nec­es­sario per tutte le val­u­tazioni del caso: un pro­gram­ma in cui sare­mo coin­volti diret­ta­mente è decisa­mente più impeg­na­ti­vo rispet­to ad una mera oper­azione di spon­sor­ship”.

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