Max Verstappen vince il Gran Premio di Las Vegas, davanti ad un commovente Charles Leclerc e Sergio Perez, ancora una volta battuto nelle ultime battute da un rivale, al termine di una bellissima gara, piena di colpi di scena. Chiudono la top five un incredibile Esteban Ocon e un redivivo Lance Stroll.

1. SEMPRE AL LIMITE. Per una vol­ta, fac­ciamo le pul­ci al Cam­pi­one del Mon­do. Il ten­ta­ti­vo di sor­pas­so alla pri­ma cur­va ai dan­ni di Leclerc è par­so fran­ca­mente esager­a­to e pri­vo di sen­so: ricor­da per dinam­i­ca, il duel­lo poco leale con Hamil­ton ad Inter­la­gos 2021. Se Charles, come Lewis due anni fa, non avesse cor­ret­to e las­ci­a­to spazio, i due avreb­bero ter­mi­na­to la loro cor­sa dopo pochi metri. Con­sid­er­a­to anche poi come la cor­sa è pros­e­gui­ta e poi ter­mi­na­ta, la punizione (sep­pur gius­ta a liv­el­lo rego­la­mentare) è parsa anco­ra una vol­ta trop­po leg­gera.

2. CHARLES VA ALL-IN. È sta­to un super Charles Leclerc quel­lo che abbi­amo vis­to a Las Vegas. Gran­dis­si­ma pole posi­tion al saba­to e super gara la domeni­ca. Mer­i­ta­va la vit­to­ria, e la sua SF-23 non è mai sta­ta infe­ri­ore a Red Bull. Anco­ra una vol­ta sfor­tu­natis­si­mo con la Safe­ty Car, giun­ta nel momen­to peg­giore, che ha com­ple­ta­mente com­pro­mes­so l’esito del­la sua cor­sa. Da Oscar invece il sor­pas­so all’ul­ti­mo giro su Perez: un vero cap­ola­voro, per cor­ag­gio e tem­p­is­mo.

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3. OCON DI RIMONTA. Una gara pazzesca, quel­la del francese: parti­va sedices­i­mo, sen­za troppe pretese. Invece, com­plice una Alpine velocis­si­ma, il transalpino ha rimon­ta­to fino alla quar­ta posizione, coglien­do il sec­on­do miglior risul­ta­to sta­gionale dopo il podio di Mona­co. Splen­di­da la lot­ta con Gasly nelle fasi finali, dove nes­suno dei due era dis­pos­to a cedere di fronte al com­pag­no di squadra. Con­sideran­do anche il pas­sato bur­ras­coso tra i due, in molti avreb­bero scommes­so su un con­tat­to frat­ri­ci­da. Ocon, invece, ha vin­to il duel­lo con un bel­lis­si­mo sor­pas­so all’ester­no in stac­ca­ta. MVP di giornata.

4. IL SOLITO PEREZ. “Errare è umano, per­se­ver­are è dia­bol­i­co”. Veden­do le ultime due gare del mes­si­cano, non si può non pen­sare a questo noto det­to. Super­a­to all’ul­ti­mo giro in Brasile da Alon­so e, anche a Las Vegas, scon­fit­to all’ul­ti­ma tor­na­ta da Leclerc. È vero, il mon­e­gas­co è sta­to autore di una stac­ca­ta incred­i­bile, ma se solo Perez si fos­se dife­so con un po’ più di grin­ta, chi­u­den­do la trai­et­to­ria, prob­a­bil­mente sarebbe rius­ci­to a portare a casa la sec­on­da piaz­za. Anco­ra una vol­ta molto, trop­po ingen­uo, per un pilota che ad inizio anno si procla­ma­va in lot­ta per il tito­lo. Bene ma non benissimo.

Ph. Red Bull Con­tent Pool ©

5. FIA INESISTENTE. Quel che è suc­ces­so il ven­erdì dopo il peri­colo­sis­si­mo inci­dente di Car­los Sainz con il famoso tombi­no è inam­mis­si­bile. Non esiste che un pilota ven­ga penal­iz­za­to di dieci posizioni, venen­do pri­va­to del­la pri­ma fila, per avere la “sola col­pa” di essere pas­sato su un tombi­no sig­illa­to male. Soprat­tut­to, non pos­sono essere i team a minac­cia­re recla­mi alla fine del week-end in caso di deroghe gius­ta­mente con­cesse: era palese che Mer­cedes avrebbe cura­to solo e soltan­to i suoi inter­es­si. Sarem­mo tut­ti curiosi di sapere cosa avrebbe fat­to il pal­adi­no del­la sicurez­za, Toto Wolff, se uno dei suoi piloti fos­se rimas­to coin­volto, anche ricor­dan­do­ci come si com­portò nel­la vicen­da por­pois­ing lo scor­so anno.

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