La magia di Fernando Alonso ad Interlagos illumina l’ennesima domenica di Max e l’ennesima giornata da dimenticare per Charles Leclerc. E chissà se, col senno del poi, sul podio, al posto del verde, avrebbe potuto esserci una punta di rosso.

È sem­bra­to un flash­back. Siamo ad Imo­la, giro di for­mazione del Gran Pre­mio di San Mari­no del 1991. Una Fer­rari scivola sul­l’as­fal­to zup­po di piog­gia ed esce di pista, sen­za più rien­trare. È la rossa numero 27 di Alain Prost.

Siamo ad Inter­la­gos, Gran Pre­mio di San Pao­lo 2023. Non piove, giro di for­mazione e una Fer­rari esce di pista, sen­za più rien­trare, sen­za più pros­eguire. Un team radio demor­al­iz­za­to, frus­tra­to, quel­lo di Leclerc, che si definisce “così sfor­tu­na­to”, che non ne capisce il moti­vo. E Charles res­ta ai box a guardare quel­la che è diven­ta­ta l’oc­ca­sione di qual­cun altro.

Ph. Scud­e­ria Fer­rari Press Office ©

Guar­da la dis­fat­ta Mer­cedes, resa evi­dente dal­l’e­spres­sione di Toto. Guar­da la gara del suo com­pag­no di squadra, che con­tin­ua a macinare pun­tici­ni preziosi in clas­si­fi­ca. Guar­da la gara di Nor­ris, che forse avrebbe potu­to fare di più, osare di più, infas­tidire di più.

C’è sem­pre quel­la vela­ta sen­sazione che il pilota McLaren sia bloc­ca­to dal tim­o­re rev­eren­ziale nei con­fron­ti del­l’in­toc­ca­bile Ver­stap­pen. Ma, caro Lan­do, Max è umano — anche se dal­la supre­mazia non sem­br­erebbe — quan­to te. Ormai il Mon­di­ale è anda­to da Mar­zo, per­ché non osare?

E poi, dai box, Leclerc res­ta a guardare l’im­pre­sa di un leone che di “vec­chio” ha solo l’es­pe­rien­za nel mon­do delle corse. Una Aston Mar­tin riacce­sa dopo l’oblio che trasci­na­va con sé come una zavor­ra dal Cana­da e un Fer­nan­do Alon­so che a Perez non vuole mai dar­la vin­ta. Soprat­tut­to per­ché il mes­si­cano ha una Red Bull.

Ph. Aston Mar­tin Aram­co Cog­nizant F1 Team ©

Soprat­tut­to per­ché c’è più gus­to a bat­tere il sogget­to del rumor più potente quan­to fal­so del­l’ul­ti­ma settimana.

Fer­nan­do ripor­ta il Carnevale a San Pao­lo. Ripor­ta se stes­so a podio e il suo sor­riso è più splen­dente del sole che bacia Interlagos.

Men­tre Leclerc, guar­da. Com­men­ta la sua ennes­i­ma domeni­ca da dimen­ti­care. E si chiede se, sen­za quel­l’im­pre­vis­to, avrebbe potu­to occu­pare lui un pos­to su quel podio. Un podio com­pos­to da tre uomi­ni, di cui due qua­si com­ple­ta­mente ignorati.

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