La classe regina dell’automobilismo sportivo chiude la propria serie europea di questo 2022 nel Bel Paese, dove, presso lo storico Autodromo Nazionale di Monza, avrà luogo la settantatreesima edizione del Gran Premio d’Italia valida per il Campionato del Mondo di Formula 1. In questa Hammer Time Preview approfondiremo, come sempre, strategie, record, storia del tracciato, previsioni relative a meteo ed usura, programmazione televisiva e curiosità di questo circuito, giunto ormai al suo centesimo anno di vita e conosciuto da tutti gli appassionati come “il Tempio della Velocità”.

L’Au­to­dro­mo Nazionale di Mon­za è un cir­cuito per­ma­nente sit­u­a­to all’in­ter­no del Par­co di Mon­za ed è il ter­zo più anti­co al mon­do di quel­li attual­mente in uso, pre­ce­du­to solo da Brook­lands e Indi­anapo­lis. La costruzione del­l’au­to­dro­mo fu decisa nel 1922 dal­l’Auto­mo­bile Club di Milano, in occa­sione dei ven­ticinque anni del­la fon­dazione, con lo scopo di favorire la pas­sione per le auto­mo­bili e col­mare il gap eco­nom­i­co con gli altri sta­ti europei: allo­ra l’I­talia era già famosa nel mon­do per le sue auto, ma solo una per­sona ogni mille abi­tan­ti ne possede­va una.

Per la real­iz­zazione venne cos­ti­tui­ta la SIAS, una soci­età a cap­i­tale pri­va­to pre­siedu­ta dal sen­a­tore Sil­vio Crespi, il cui acron­i­mo sta­va per Soci­età Incre­men­to Auto­mo­bil­is­mo e Sport. I lavori iniziarono il 15 Mag­gio del­lo stes­so 1922 e ven­nero com­ple­tati in soli 110 giorni, tan­to che l’in­au­gu­razione avvenne già il 28 luglio con un giro di pista per­cor­so da Pietro Bor­di­no e da Felice Naz­zaro a bor­do di una Fiat 570.

Ph. Scud­e­ria Fer­rari Press Office ©

Il cir­cuito orig­i­nale era com­pos­to da due anel­li che si uni­vano e ave­vano in comune il ret­ti­li­neo finale, con la pos­si­bil­ità di dividere tale ret­ti­li­neo in due cor­sie ed uti­liz­zare i due anel­li insieme, alter­nan­done la per­cor­ren­za. Il pri­mo dei due trac­ciati è molto sim­i­le a quel­lo che conos­ci­amo oggi, il sec­on­do era un anel­lo ad alta veloc­ità che fu poi sman­tel­la­to, ma che è anco­ra ben vis­i­bile dall’alto.

Nel cor­so del­la sua sto­ria il trac­cia­to subì diverse mod­i­fiche, legate soprat­tut­to a ques­tioni sicurez­za, in segui­to all’el­e­va­to numero di inci­den­ti fatali avvenu­ti nei pri­mi decen­ni di vita del­la strut­tura. Risale agli anni Cinquan­ta una delle mod­i­fiche più sig­ni­fica­tive, che portò all’ac­cor­ci­a­men­to del ret­ti­fi­lo cen­trale e di quel­lo delle tri­bune, con la creazione di un rac­cor­do tra queste due sezioni des­ti­na­to ad entrare nel­la sto­ria: la Par­a­bol­i­ca. Nel 1955, durante una ses­sione di prove libere pri­vate, tro­vò la morte in questo pun­to Alber­to Ascari, con una dinam­i­ca mai del tut­to chiari­ta dal momen­to che non vi fu nes­sun tes­ti­mone ocu­lare. Nel 2021 la Par­a­bol­i­ca venne inti­to­la­ta al pilota ital­iano Michele Albore­to, mor­to 20 anni pri­ma nel cor­so di alcu­ni test di col­lau­do nel Lausitzring.

Ph. For­mu­la 1 ©

La Com­mis­sione Gara ha sta­bil­i­to la pre­sen­za di due zone DRS per questo week-end di gara: la pri­ma sul ret­ti­li­neo prin­ci­pale, con pun­to di atti­vazione pri­ma del­la Par­a­bol­i­ca (Cur­va 11), la sec­on­da sul­l’al­lun­go che por­ta a Lesmo 2, con detec­tion point tra Lesmo 1 e Lesmo 2.

L’Au­to­dro­mo di Mon­za in numeri:

  • Lunghez­za del­la pista: 5.793 metri 
  • Numero di giri in gara: 53
  • Dis­tan­za di gara: 306.720 metri
  • Curve: 11, di cui 7 a destra e 4 a sin­is­tra (sen­so di per­cor­ren­za orario)
  • Record sul giro in gara: 1:21.046 di Rubens Bar­richel­lo (2004, Fer­rari F2004). Il giro più veloce in qual­i­fi­ca appar­tiene invece a Lewis Hamil­ton, che nel 2020 ha siglato la pole con il giro alla veloc­ità media più alta del­la sto­ria del­la For­mu­la 1, pari a 264,362 km/h

L’albo d’oro vede come piloti più vin­cen­ti a Mon­za Michael Schu­mach­er e Lewis Hamil­ton a quo­ta 5, segui­ti da Piquet a 4, Fan­gio, Moss, Peter­son, Prost, Bar­richel­lo e Vet­tel a 3. A 2 vit­to­rie tro­vi­amo Ascari, Phil e Damon Hill, Sur­tees, Stew­art, Regaz­zoni, Lau­da, Sen­na, Mon­toya ed Alon­so, infine ad 1 ci sono Fari­na, Brooks, Gra­ham Hill, Clark, Scarfiot­ti, Hulme, Geth­in, Fit­ti­pal­di, Andret­ti, Scheck­ter, Arnoux, Berg­er, Mansell, Her­bert, Coulthard, Frentzen, Nico Ros­berg, Leclerc, Gasly e Ricciardo.

In ter­mi­ni di costrut­tori, invece, dom­i­na Fer­rari con 19 vit­to­rie, segui­ta da McLaren stac­ca­ta a 11, Mer­cedes a 7, Williams a 6, Lotus a 5, BRM e Brab­ham a 3, Maserati, Van­wall, Renault e Red Bull ferme a 2 ed, infine, Alfa Romeo, Coop­er, Hon­da, Matra, March, Benet­ton, Jor­dan, Toro Rosso, Brawn GP ed AlphaTau­ri a 1.

Per il Gran Pre­mio di Mon­za Pirelli ha selezion­a­to le tre mescole cen­trali del­la gam­ma: C2 come P Zero White hard, C3 P Zero Yel­low medi­um e C4 come P Zero Red soft.

Ph. Pirelli Motorsport ©

Il cir­cuito di Mon­za, per le sue carat­ter­is­tiche, impli­ca l’u­ti­liz­zo di un asset­to a bas­so cari­co aero­d­i­nam­i­co (depor­tan­za 1/5 sul­la scala Pirelli), ma le ele­vate veloc­ità rag­giunte com­por­tano ele­vati stress sug­li pneu­mati­ci (5/5 del­la scala Pirelli).

Nonos­tante Mon­za abbia solo sei pun­ti di fre­na­ta, si trat­ta di stac­cate impeg­na­tive per i freni (4/5): in Cur­va 1, ad esem­pio, le mono­pos­to arrivano a cir­ca 334 km/h e scen­dono a soli 76 km/h in soli 139 metri.

Le strate­gia sono dif­fi­cili da prevedere, dal momen­to che lo scor­so anno non rap­p­re­sen­ta un rifer­i­men­to poiché si era cor­so con la for­mu­la del­la Sprint Race. Questo fat­tore, uni­to alla pre­sen­za di mono­pos­to e pneu­mati­ci di nuo­va gen­er­azione, fa sì che quest’an­no i team abbi­amo pochi ele­men­ti a dis­po­sizione per sta­bilire con pre­ci­sione in anticipo i pro­pri piani strategici.

Infine la pro­gram­mazione TV e meteo, sec­on­do cui si preve­dono pos­si­bili piogge ven­erdì e tem­po asciut­to nelle gior­nate di saba­to e domenica.

Di segui­to i det­tagli da weather.com:

  • Ven­erdì 9 Set­tem­bre: tem­per­a­ture max 26°, min 18° — nuvoloso con pos­si­bili piogge— pre­cip­i­tazioni 30% — umid­ità 66% — ven­to a 7 km/h
  • Saba­to 10 Set­tem­bre: tem­per­a­ture max 26°, min 18° — poco nuvoloso — pre­cip­i­tazioni 5% — umid­ità 63% — ven­to a 6 km/h
  • Domeni­ca 11 Set­tem­bre: tem­per­a­ture max 25°, min 17° — sereno o nuvoloso — pre­cip­i­tazioni 1% — umid­ità 64% — ven­to a 6 km/h

La pro­gram­mazione:

Ven­erdì 9 Set­tem­bre 2022:

  • 14:00 — 15:00 Prove Libere 1 — SKY Sport F1 HD (dif­feri­ta TV8 non prevista)
  • 17:00 — 18:00 Prove Libere 2 — SKY Sport F1 HD (dif­feri­ta TV8 non prevista)

Saba­to 10 Set­tem­bre 2022:

  • 13:00 — 14:00 Prove Libere 3 — SKY Sport F1 HD (dif­feri­ta non prevista)
  • 16:00 — 17:00 Qual­i­fiche — SKY Sport F1 HD (pre­vista diret­ta TV8)

Domeni­ca 11 Set­tem­bre 2022:

  • 15:00 — 17:00 Gara — SKY Sport F1 HD (pre­vista diret­ta TV8)
Ph. Scud­e­ria Fer­rari Press Office ©

Fer­rari arri­va alla sua gara di casa da un peri­o­do dif­fi­cile, carat­ter­iz­za­to più da errori, sfor­tune e prestazioni in calo che da aspet­ti pos­i­tivi, con un tito­lo irida­to che sem­bra ormai irrag­giun­gi­bile per la sta­gione cor­rente. L’ul­ti­ma vit­to­ria di Fer­rari su questo cir­cuito risale al 2019, quan­do il vinci­tore Charles Leclerc ottenne il gradi­no più alto del podio di fronte ad una marea rossa incon­teni­bile. Nel 2020 e 2021 il team di Maranel­lo si è pre­sen­ta­to con una vet­tura non com­pet­i­ti­va, ma quest’an­no la F1-75 potrebbe avere qualche chance in più: le carat­ter­is­tiche del trac­cia­to dan­no Red Bull favorita sul­la car­ta, ma lo scor­so anno ques­ta gara ha dato luo­go a diver­si colpi di sce­na con l’i­naspet­ta­ta doppi­et­ta McLaren finale.

Red Bull e Max Ver­stap­pen stan­no affer­man­do, gara dopo gara, una supre­mazia sem­pre più indis­cus­sa, che sta por­tan­do ad ampi pas­si l’olan­dese ver­so il sec­on­do tito­lo irida­to. Per agguantare con sicurez­za anche al tito­lo costrut­tori serve però il con­trib­u­to di Ser­gio Perez, un po’ sot­totono negli ulti­mi appuntamenti.

Mer­cedes, dal can­to suo, è rius­ci­ta a recu­per­are ter­reno, con una W13 che sem­bra usci­ta dal­l’in­cubo del por­pois­ing e che sta affrontan­do la sec­on­da parte del­la sta­gione con un liv­el­lo prestazionale net­ta­mente supe­ri­ore. Non si esclude, quin­di, una con­fer­ma a podio per il team di Brack­ley e, per­ché no, mag­a­ri anche la pri­ma vit­to­ria stagionale.

Ph. Scud­e­ria Fer­rari Press Office ©

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