In occasione dell’ormai imminente Gran Premio di Spagna, la Ferrari porterà una serie di importanti aggiornamenti volti a migliorare l’efficienza complessiva senza alterare un equilibrio dinamico che si è rivelato cruciale durante i primi cinque appuntamenti del Mondiale. Scopriamo insieme questo nuovo, interessante pacchetto di soluzioni pensato per consolidare e, se possibile, incrementare il vantaggio della Scuderia nella classifica Costruttori.

Recen­te­mente, abbi­amo più volte ipo­tiz­za­to quali e quan­ti potessero essere i nuovi ele­men­ti, a lun­go vociferati, sui quali la Fer­rari avrebbe insis­ti­to al fine di far com­piere alla pro­pria F1-75 quel salto di qual­ità di cui, già a questo pun­to del mon­di­ale, sem­bra ormai neces­sitare. Al ter­mine del Gran Pre­mio di Mia­mi è appar­so evi­dente come, di fat­to, effi­caci e ben con­geg­nati siano sta­ti gli svilup­pi che Red Bull ha por­ta­to sul­la RB18 al fine di risol­vere alcu­ni prob­le­mi “di gioven­tù” che han­no afflit­to la mono­pos­to anglo-aus­tri­a­ca nel cor­so delle prime gare di ques­ta sta­gione, facen­do emerg­ere con chiarez­za quali e quante fos­sero le aree sui cui i tec­ni­ci di Maranel­lo avreb­bero dovu­to, di lì a poco e gio­co­forza, focal­iz­zare la pro­pria attenzione.

Come più volte rib­a­di­to, la F1-75 è rimas­ta essen­zial­mente la stes­sa da inizio cam­pi­ona­to e ciò vuol dire che, al net­to degli svilup­pi por­tati dal­la più diret­ta e imme­di­a­ta con­cor­ren­za, si rende nec­es­sario lavo­rare su alcune aree speci­fiche in cui la vet­tura ital­iana è parsa più debole nei con­fron­ti del­la RB18.

Nel­lo speci­fi­co, gli ingeg­neri del­la Scud­e­ria han­no defin­i­ti­va­mente delib­er­a­to un pac­chet­to di svilup­pi che dovrebbe con­tribuire, in maniera sig­ni­fica­ti­va e con­tes­tuale, ad abbas­sare i val­ori di resisten­za all’avanzamento e incre­mentare quel­li di cari­co aero­d­i­nam­i­co. In che maniera?

Gli inter­ven­ti citati si sono con­cen­trati su quelle aree nevral­giche che influen­zano, più di ogni altra, lo scor­ri­men­to dei flus­si lun­go il cor­po vet­tura. In par­ti­co­lare, si è provve­du­to a lavo­rare su un nuo­vo fon­do che, come pre­ven­ti­va­to, dis­porrà di una inedi­ta ram­pa che prende le mosse da quel­la, più rip­i­da, vista a Mel­bourne, nonché di una sezione cen­trale, ovvero la stroz­za, più stret­ta e ora sfo­ciante in un mar­ci­apiede lat­erale di diver­so dis­eg­no. Questi accorg­i­men­ti dovreb­bero portare ad un incre­men­to com­p­lessi­vo del cari­co aero­d­i­nam­i­co e ad un migliore scor­ri­men­to del flu­i­do a bas­sa pres­sione al di sot­to del fon­do, por­tan­do ad un con­seguente e benefi­co abbas­sa­men­to del­la vet­tura che, in virtù di queste miglior­ie appe­na descritte, dovrebbe annullare o ridurre l’altrimenti dele­te­rio effet­to di pom­pag­gio che sca­turi­va dal­la prece­dente con­for­mazione e dal­la mag­gior altez­za da terra.

Ma non è tutto.

Fer­rari ha, infat­ti, mes­so mano anche ad uno degli ele­men­ti chi­ave del­la sua crea­tu­ra, ovvero le pance, pur sen­za alter­arne il con­cet­to chi­ave. La nuo­va con­for­mazione delle fian­cate non rin­uncerà, per­tan­to, al carat­ter­is­ti­co sca­vo supe­ri­ore, riv­e­latosi fon­da­men­tale nel­la gen­er­azione di quei vor­ti­ci fon­da­men­tali in otti­ca di ottimiz­zazione del cam­po di depres­sione pos­te­ri­ore e di estrazione dell’aria dal dif­fu­sore, ma pre­sen­terà una lin­ea di cin­tu­ra lat­erale più stret­ta rispet­to alla con­fig­u­razione cor­rente, con con­seguente riduzione del­la sezione frontale del vei­co­lo e, dunque, del­la resisten­za all’avanzamento che ne deri­va. Tali miglior­ie sono state rese pos­si­bili dal­la con­fig­u­razione inter­na del pac­chet­to di raf­fred­da­men­to, tal­vol­ta defini­to mod­u­lare, che con­sente di vari­are le forme esterne in base alle neces­sità richi­este dalle speci­fiche del trac­cia­to su cui si corre.

A ciò si abbina anche il nuo­vo alet­tone pos­te­ri­ore che, pro­fon­da­mente riv­is­to nel dis­eg­no com­p­lessi­vo, si dota ora di pro­fili ad alto cam­ber che por­tano, attra­ver­so un simul­ta­neo sposta­men­to in avan­ti del bor­do d’attacco e ad una elongazione dell’estradosso dell’ala prin­ci­pale stes­sa, ad una mag­gio­razione del­la super­fi­cie des­ti­na­ta a lavo­rare col flus­so a bas­sa pres­sione, miglio­ran­do, al con­tem­po, anche lo scor­ri­men­to sull’intradosso che, pro­prio per questo moti­vo, assumerà un anda­men­to forte­mente ricur­vo. Tut­to ciò dovrebbe portare ad una sen­si­bile, ma fon­da­men­tale, riduzione del drag, a cui si accom­pa­g­n­erà quell’aumento di cari­co aero­d­i­nam­i­co che si è riv­e­la­to fon­da­men­tale nel con­ferire alla F1-75 gli ormai con­cla­mati e accla­mati liv­el­li di grip mec­ca­ni­co in per­cor­ren­za e usci­ta curva.

Un ulti­mo tas­sel­lo, sep­pur più del­i­ca­to e anco­ra in fase di stu­dio, è dato dalle poten­ziali miglior­ie sul fronte del­la ges­tione pneu­mati­ci e, più nel det­taglio, del­la fines­tra di lavoro nel­la quale ven­gono inser­i­ti. Pare, infat­ti, che si stia lavo­ran­do su una riduzione dei tem­pi di reazione che le mescole han­no quan­do sot­to­poste a vari­azioni cli­matiche e cir­costanziali dif­fer­en­ti che, come nel caso dell’appuntamento di Mia­mi, si sono riv­e­late fon­da­men­tali, evi­den­zian­do come, allo sta­to attuale, ser­va spes­so più tem­po e più fat­i­ca per rag­giun­gere e trat­tenere le tem­per­a­ture richi­este durante le alterne fasi di gara. In tale otti­ca, sen­si­bili sono sta­ti i cam­bi­a­men­ti visti nel­la zona ante­ri­ore, dove sono spun­tate nuove sago­ma­ture esterne dei brac­cetti di ster­zo, ma che las­ciano inten­dere quan­to ampio e del­i­ca­to pos­sa anco­ra essere il mar­gine di lavoro e di guadag­no rel­a­ti­vo all’elaborazione di quel­la speci­fi­ca area.

Una vol­ta sve­lati nel­la loro for­ma defin­i­ti­va, questi aggior­na­men­ti dovreb­bero appi­anare le dif­feren­ze attual­mente esisten­ti tra le due mono­pos­to cor­rente­mente in tes­ta al mon­di­ale. E la battaglia a suon di svilup­pi, almeno per Fer­rari, sem­bra essere appe­na iniziata.

Ph. Scud­e­ria Fer­rari Press Office ©

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