SPA, BELGIUM - AUGUST 29: The FIA Safety Car leads Max Verstappen of the Netherlands driving the (33) Red Bull Racing RB16B Honda and the rest of the field at the restart during the F1 Grand Prix of Belgium at Circuit de Spa-Francorchamps on August 29, 2021 in Spa, Belgium. (Photo by Dan Mullan/Getty Images) // Getty Images / Red Bull Content Pool // SI202108290427 // Usage for editorial use only //

L’appuntamento di Spa-Francorchamps verrà ricordato come il Gran Premio fantasma, la gara mai corsa che però ha lo stesso assegnato punti pesanti in chiave campionato. Eppure, nonostante i piloti non siano scesi in pista a gareggiare, il fine settimana belga permette di fare riflessioni e trarre conclusioni importanti. Pertanto, anche se in condizioni strane, tornano le cinque pillole, rubrica in cui il nostro Riccardo Ronchini analizza i cinque fatti principali del Gran Premio del Belgio.

1. CAMPIONATO FALSATO? Tagliamo subito la tes­ta al toro: oggi i pun­ti non dove­vano essere asseg­nati, per nes­suna ragione al mon­do. Non abbi­amo vis­to nep­pure un min­u­to di gara vera, solo delle sem­pli­ci tor­nate dietro alla Safe­ty Car. Nes­suno si è mer­i­ta­to di con­quistare pun­ti impor­tan­ti e bisogna pre­cis­are che forse ques­ta vol­ta Hamil­ton ave­va ragione: il cam­pi­ona­to rischia di essere fal­sato. In una sta­gione così tira­ta e com­bat­tuta, che si deciderà con ogni prob­a­bil­ità nelle ultime tappe, i pun­ti asseg­nati in quel di Spa potreb­bero avere un peso speci­fi­co enorme. Sarebbe sta­to sicu­ra­mente meglio las­cia­re la clas­si­fi­ca invari­a­ta e pen­sare al Gran Pre­mio d’Olanda.

2. UN TEATRINO EVITABILE. Nonos­tante l’or­rore riguar­do l’asseg­nazione dei pun­ti, Michael Masi ieri, dal pun­to di vista del­la sicurez­za, ha pre­so la deci­sione gius­ta. Le con­dizioni per cor­rere, infat­ti, non ci sono mai state e tut­ti i piloti han­no sem­pre richiesto la sospen­sione del­la ses­sione. Il vero prob­le­ma era la man­can­za di vis­i­bil­ità, causa­ta dalle cas­cate d’ac­qua gen­er­ate dal pas­sag­gio delle mono­pos­to. Quel­lo che res­ta dis­cutibile, tut­tavia, sono le modal­ità con cui si è arrivati a ques­ta deci­sione, con i con­tinui rin­vii ogni dieci minu­ti di una parten­za che, già dalle sedi­ci, era chiaro non sarebbe mai avvenu­ta. Inoltre, quelle due tor­nate finali dietro la Safe­ty Car e la cel­e­brazione del podio san­no pro­prio di pre­sa in giro, per tut­ti i tele­spet­ta­tori e per tut­ti quei mer­av­igliosi tifosi che han­no aspet­ta­to tre ore sot­to l’ac­qua una gara che mai si sarebbe disputata.

3. RUSSELL MERITA LA MERCEDES. Lo abbi­amo det­to tante volte per Charles Leclerc e lo rib­a­di­amo anche per il buon George. Date una macchi­na a questo ragaz­zo, se la meri­ta. Cer­ta­mente deve crescere e miglio­rare sul pas­so gara, cer­ta­mente non è anco­ra un top dri­ver, ma ha tutte le carte in rego­la per diventare uno dei piloti più for­ti del­la sua gen­er­azione e il giro del saba­to lo tes­ti­mo­nia. Per una deci­na di sec­on­di è sta­to in pole, con una Williams, ter­mi­nan­do comunque al sec­on­do pos­to. Siamo sta­ti tut­ti tes­ti­moni di un vero e pro­prio cap­ola­voro, anche Toto Wolff, che spe­ri­amo pren­da la deci­sione che tut­ti stan­no aspettando.

4. SABATO DI POLEMICHE. Anche la qual­i­fi­ca ha gen­er­a­to non poche polemiche riguar­do la ges­tione del­la direzione gara. Ovvi­a­mente sti­amo par­lan­do del tan­to dis­cus­so inci­dente di Lan­do Nor­ris. Pre­mes­so che il gio­vane bri­tan­ni­co ha sbaglia­to, per­ché si sarebbe dovu­to pren­dere meno rischi (soprat­tut­to ad Eau Rouge), in questo caso Masi, avrebbe dovu­to sospendere la ses­sione, spe­cial­mente con­sideran­do che due dei tre piloti in pista, Nor­ris e Vet­tel, ave­vano lamen­ta­to via radio gran­di dif­fi­coltà nel con­trol­lo del­la vet­tura, ed in par­ti­co­lare il teu­ton­i­co ave­va richiesto a gran voce l’e­s­po­sizione del­la bandiera rossa. Lan­do se l’è cava­ta solo con un gran colpo al gomi­to, tut­tavia il ris­chio cor­so è sta­to vera­mente enorme.

5. QUEL CASCO, QUEL MALEDETTISSIMO CASCO. Men­zione d’onore per Mick Schu­mach­er, che nel fine set­ti­mana di Spa ha volu­to indos­sare un cas­co spe­ciale, che pre­sen­ta­va la stes­sa livrea indos­sa­ta dal padre esat­ta­mente tren­t’an­ni fa, nel giorno del suo esor­dio nel­la mas­si­ma serie auto­mo­bilis­ti­ca. Un gesto roman­ti­co che non è pas­sato inosser­va­to ai mil­ioni di appas­sion­ati in tut­to il mon­do, ripor­tan­do alla memo­ria ricor­di mer­av­igliosi, fat­ti prin­ci­pal­mente di tri­on­fi rossi. E chissà che pro­prio questo rosso non sia scrit­to anche nel des­ti­no del gio­vane Mick.

Ph. Red Bull Con­tent Pool / Williams Rac­ing Pho­tos / Haas F1 Team ©️