Ghiaccio rosso

Ghiaccio rosso

Amato da tutti, senza volerlo. Un solo titolo, nel 2007, ma è uno dei piloti più amati di sempre. Kimi Raikkonen, l’ultimo ad aver regalato una gioia iridata alla Scuderia Ferrari. 


“… E Kimi Raikkonen è Campione del Mondo! Grazie, Lewis Hamilton!”. Una telecronaca quasi incredula, quella del 21 ottobre del 2007 in Brasile. Il circuito di Interlagos si tinge, inaspettatamente, di rosso Ferrari. Dopo l’incredibile era segnata da Schumacher e una doppietta alonsiana di mondiali, ecco il nuovo, ed ultimo, iridato del Cavallino: Kimi Raikkonen.

Il verdetto sancito dal Gran Premio brasiliano è a dir poco clamoroso, come la sua stagione di appartenenza. Il 2007 è, infatti, l’anno dello scandalo e delle sorprese.

C’è la Spy Story, l’arrivo dell’astro nascente Lewis Hamilton in lotta per il titolo al suo anno d’esordio in Formula 1 con il suo compagno di squadra in McLaren e, dulcis in fundo, una rimonta giunta al trionfo da parte del finlandese di ghiaccio. Insomma, una stagione da definire “tra i due litiganti, il terzo gode”.

Con Alonso terzo ed Hamilton che chiude settimo, Kimi taglia primo il traguardo, anticipando l’altra Ferrari di Felipe Massa. Prima di conoscere l’esito, però, deve aspettare il passaggio del nuovo arrivato in McLaren: “Secondo i miei calcoli, abbiamo vinto il campionato per un punto!”, gli dice Chris Dyer. Finalmente Raikkonen può lasciarsi andare all’esultanza, alzando le braccia fuori dall’abitacolo, in onore di quella che lui stesso, alla vigilia della corsa, aveva considerato “un’impresa impossibile”.

Kimi sale sul podio, incredulo, spaesato. Dà un sorso allo champagne prima dell’inno nazionale; accanto a lui il buon viso a cattivo gioco di Massa, che scatena la torcida brasiliana offrendole idealmente la coppa del secondo classificato. Alonso, invece, sembra non preoccuparsi troppo del mondiale perso. Tutt’altro: ride. La risata è il suo brindisi alla vendetta servita a Ron Dennis, con cui il rapporto si era ormai logorato dopo le vicende della Spy Story.

Chi, quel giorno, ha assistito a quella gara, non può certo dire di essersi annoiato. Chi lo avrebbe mai detto che Kimi, al suo primo anno in Ferrari, avrebbe vinto il titolo mondiale?

È lui l’ultimo imperatore rosso in carica. E l’aspetto da imperatore, in fondo, sembra averlo davvero. Bella presenza, dall’espressione seriosa e dalla poca, o nulla, loquacità. Per la sua apparente freddezza forse dovuta anche al suo luogo d’origine, e il suo carattere atipico e misterioso, nel paddock lo chiamano Iceman.

Un nomignolo che gli piace così tanto da tatuarselo sul braccio. Da quel mondiale 2007, diventa uno dei piloti più amati nell’epoca moderna della Formula 1. Non solo per le sue doti velocistiche, ma anche per il suo essere così… inimitabile.

È un personaggio quasi comico. Una comicità involontaria, perché lui è proprio fatto così. Spesso sembra cada dalle nuvole, i suoi silenzi in conferenza stampa valgono più di mille parole, il “Bwoah” all’inizio di ogni intervista è un termine che dice niente, ma nel suo caso dice tutto. Persino Vettel, che lo ha avuto come compagno di squadra in Ferrari, alla domanda “Cosa ti mancherà di più di Kimi?” risponde sottovoce un sorridente “Silence”. E questa è solo la parte del finlandese davanti alle telecamere, quella di facciata. L’altra parte di Kimi è quella che, per esempio, nel 2012, prima del Gran Premio di Spagna in cui arrivò terzo, ha partecipato a una festa durata sedici giorni.

Oppure, quella che adora ascoltare gli audiolibri, quella che si addormenta in un asciugatore dopo essersi bagnato perché voleva fingere di essere uno sciatore, quella che lo ha fatto trovare nudo nel letto di un attore prima della sua apparizione ufficiale come pilota di Maranello. Una volta, in aeroporto, ha voluto passare lo scanner dopo il suo bagaglio solo perché era curioso di avere un’immagine del suo corpo. Una curiosità pagata con un interrogatorio e delle catene alla caviglia.

Iceman è quello che, dopo aver saputo telefonicamente della chiusura dell’accordo con la Rossa per il 2014, ha lanciato in mare il suo cellulare. È persino un favoloso idraulico: ha aggiustato un bagno rotto nel motorhome Ferrari lasciando senza parole i presenti. Il suo approdo sui social, poi, ha scatenato un consenso unanime. Tutti non vedevano l’ora di sapere cosa avrebbe mai pubblicato.

Nella sua vita, colma di alti e bassi, c’è un punto fermo, oltre la sua passione. La sua famiglia e i suoi figli. Un amore incondizionato, in grado di sciogliere il suo cuore di ghiaccio pulsante di stranezza e di un’assoluta unicità.

Ph. www.drivetribe.com

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