Alexander Albon (THA) Red Bull Racing RB16. 15.11.2020. Formula 1 World Championship, Rd 14, Turkish Grand Prix, Istanbul, Turkey, Race Day. - www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com © Copyright: Batchelor / XPB Images

Da potenziale trionfo ad un clamoroso tonfo, il trecentesimo Gran Premio della Red Bull si conclude con un bottino più magro di quanto preventivato, frutto di una fretta eccessiva e di qualche azzardo di troppo.

L’appuntamento in Turchia, carat­ter­iz­za­to da un mal­tem­po insis­tente e per­sis­tente, passerà alla sto­ria tan­to per il set­ti­mo tito­lo di Lewis Hamil­ton, quan­to per l’imprevedibilità del risul­ta­to finale, con­seg­nan­do ai lib­ri di sto­ria uno dei Gran Pre­mi più par­ti­co­lari del­la sto­ria recente. Il fat­tore mete­o­ro­logi­co ha gio­ca­to un ruo­lo fon­da­men­tale nel­la definizione dell’intero fine set­ti­mana, ven­erdì a parte, costrin­gen­do cias­cun team a fare ricor­so a strate­gie alta­mente dif­feren­zi­ate, come descrit­to in un appos­i­to arti­co­lo, scelte in accor­do con le pro­prie esi­gen­ze e pos­si­bil­ità, pro­ducen­do un numero di risul­tati e di esi­ti estrema­mente dif­fer­en­ti e poco, o per nul­la, preventivabili.

Il week-end di casa Red Bull, come già antic­i­pa­to, è sta­to in larga parte plas­ma­to dalle vari­abili cli­matiche, cre­an­do delle con­dizioni in cui, di fat­to, la RB16 ha saputo dis­tinguer­si per una buona ver­sa­til­ità com­p­lessi­va, almeno fino alla sec­on­da parte di gara dove, come vedremo a breve, le prestazioni com­p­lessive han­no subito un crol­lo a causa di errori di entram­bi i piloti e ad un set­up non com­ple­ta­mente cor­ret­to e poco lungimi­rante. I due alfieri del­la scud­e­ria anglo-aus­tri­a­ca seg­nano un’ottima qual­i­fi­ca e si dimostra­no a gran­dis­si­mo agio sul bag­na­to, gra­zie al grande cari­co aero­d­i­nam­i­co del­la pro­pria vet­tura e alle prestazioni pos­i­tive che ques­ta è sta­ta in gra­do di garan­tire a entram­bi i piloti che, gra­zie alla con­fi­den­za con­feri­ta dal mez­zo mec­ca­ni­co, otten­gono un sec­on­do e un quar­to pos­to in griglia, ottenu­ti rispet­ti­va­mente da Max Ver­stap­pen e Alexan­der Albon. Al via, a causa delle con­dizioni umide dell’asfalto, ambedue i con­dut­tori partono mon­tan­do gomme da bag­na­to, ma, allo speg­n­i­men­to dei semafori, sono pro­tag­o­nisti di uno spun­to pes­si­mo che cos­ta loro diverse posizioni. Quel­la che si susseguirà, da qui in avan­ti, sarà una serie caot­i­ca e larga­mente irre­go­lare di even­ti, con costan­ti minac­ce di piog­gia ed errori di vari piloti des­ti­nati a seg­nare tut­to il prosieguo di quel­la che, prob­a­bil­mente, può essere defini­ta come la gara più mat­ta di questo 2020 e, già nei soli pri­mi quat­tro giri, questo trend appare incred­i­bil­mente evi­dente. In tale frangente, infat­ti, Albon riesce a sopra­van­zare un Hamil­ton anda­to lun­go, men­tre un inde­mo­ni­a­to Ver­stap­pen si esi­bisce in una serie di sco­date ad ogni usci­ta di cur­va, inclusa la penul­ti­ma chi­cane ove, per tenere il rit­mo di un Sebas­t­ian Vet­tel pre­ciso e sul vel­lu­to, rischia di girar­si, evi­den­zian­do le gran­dis­sime dif­feren­ze tra il suo stile di gui­da e quel­lo del tedesco. Come se non bas­tasse, Lance Stroll fa notare come la pista, sep­pur in pic­co­la misura, sia sogget­ta ad una pro­gres­si­va e lenta asci­u­gatu­ra, met­ten­do parzial­mente sul chi va là tut­to il resto del­la griglia che, nel caso di un rag­giung­i­men­to del tem­po di “crossover”, sti­ma­to in cir­ca un min­u­to e quar­an­ta sec­on­di, può pas­sare alla mesco­la lis­cia. Tut­tavia, tale lim­ite sem­bra essere attual­mente ben lon­tano e per far fronte a ques­ta pri­ma, parziale pro­gres­sione si decide di pas­sare uni­ca­mente alle gomme inter­me­die, col leader del­la cor­sa, Stroll, che rien­tra ai box per pri­mo, facen­do guadagnare qual­cosa all’inseguitore olan­dese che, oltre a salire in sec­on­da posizione, seg­na il giro più veloce nel cor­so del dec­i­mo pas­sag­gio. Una vol­ta rien­tra­to anche Ser­gio Perez, fino a quel momen­to leader vir­tuale, il duo Red Bull, com­pos­to rispet­ti­va­mente da Ver­stap­pen e da Albon nelle due posizioni di ver­tice del­la clas­si­fi­ca, sal­vo poi rien­trare, in sequen­za e per montare anch’essi mesco­la inter­me­dia, giun­gen­do in pit-lane nel cor­so del dodices­i­mo e del tredices­i­mo giro e uscen­do, di con­seguen­za, in terza, nonos­tante una sos­ta dura­ta quat­tro sec­on­di a causa di una vari­azione di asset­to oper­a­ta sull’ala ante­ri­ore, e in ses­ta piaz­za. Il pri­mo pilota a las­cia­re la cor­sa sarà, di lì a qualche atti­mo, l’italiano dell’Alfa Romeo Rac­ing, Anto­nio Giov­inazzi, che sarà costret­to ad accostare a bor­do pista a segui­to di un prob­le­ma tec­ni­co, innes­can­do il regime di Vir­tu­al Safe­ty Car dal tredices­i­mo al quindices­i­mo giro.

Alla ripresa, Albon si ritro­va nuo­va­mente a cap­i­tal­iz­zare su un lun­go di Hamil­ton, che las­cia stra­da lib­era al tai­lan­dese che può, così, tentare un pri­mo attac­co nei con­fron­ti di Vet­tel, pur sen­za suc­ces­so. Il rit­mo dei due alfieri Red Bull cresce espo­nen­zial­mente, al pun­to che Ver­stap­pen è, ormai, tal­mente vici­no a Perez da pot­er stu­di­are l’attacco quan­do questi è a meno di mez­zo sec­on­do da lui; tut­tavia, la trop­pa fret­ta ingan­na in malo modo l’olandese, che arri­va in Cur­va 11 attac­ca­to alla pos­te­ri­ore destra del pilota del­la Rac­ing Point, riceven­do uno sproposi­ta­to quan­ti­ta­ti­vo d’acqua che, uni­ta­mente ad un repenti­no scar­to ver­so l’esterno ter­mi­na­to sul­la porzione verde del cor­do­lo, si pro­duce in un rovi­nosis­si­mo e peri­coloso tes­ta­co­da che lo por­ta a piantar­si in ret­ti­li­neo. A causa delle gomme, ormai spi­at­tel­late a segui­to dell’errore, Ver­stap­pen è costret­to ad una sos­ta extra ai box, da cui, dopo ess­er rien­tra­to da ter­zo, uscirà sola­mente otta­vo e su gom­ma inter­me­dia nel cor­so del dician­noves­i­mo giro. Nel men­tre, Albon con­tin­ua a pro­durre otti­mi tem­pi, seg­nan­do nuo­va­mente il giro veloce nel cor­so del­la ven­tes­i­ma tor­na­ta e facen­do pen­sare ad un even­tuale avvic­i­na­men­to al tem­po di crossover. La situ­azione dell’olandese pros­egue in un sol­co neg­a­ti­vo nel momen­to in cui scat­ta un’indagine nei suoi con­fron­ti, pur sen­za ulte­ri­ori con­seguen­ze, a causa di un pas­sag­gio sul­la lin­ea bian­ca all’uscita del­la cor­sia box, sal­vo tornare in pos­i­ti­vo quan­do, nel cor­so del ven­tidues­i­mo pas­sag­gio, tor­na a mar­care un otti­mo rit­mo che lo por­ta a seg­nare il giro più veloce. Tut­tavia, un lun­go che, di lì a due giri, lo por­ta all’esterno dell’ultima cur­va, inizia a seg­nare l’ultima parte di gara per l’olandese, che si ren­derà pro­tag­o­nista di una cate­na di errori des­ti­nati a cul­minare, nel cor­so del cinquan­tadues­i­mo pas­sag­gio, in un ulte­ri­ore tes­ta­co­da, frut­to di un pro­gres­si­vo degra­do nel­la resa del pro­prio asset­to e delle pro­prie gomme di cui arriverà a lamen­tar­si, con costan­za e insis­ten­za, fino al cinquantac­inques­i­mo giro. Nonos­tante una buona resa com­p­lessi­va del­la RB16, infat­ti, la fase finale del­la cor­sa si è repenti­na­mente trasfor­ma­ta in una grande sof­feren­za per il muret­to e per i due con­dut­tori, con Albon che, antic­i­pan­do il pro­prio com­pag­no di squadra di diciot­to giri, si gira qua­si nel­lo stes­so momen­to in cui anche Kimi Raikko­nen si rende pro­tag­o­nista di una gira­vol­ta, a tes­ti­mo­ni­an­za delle con­dizioni cor­ren­ti del trac­cia­to e delle dif­fi­coltà incon­tro alle quali van­no le vet­ture che han­no predilet­to un asset­to più impronta­to a con­dizioni di bag­na­to pesante. In più, il tai­lan­dese subirà un calo nel rit­mo che lo porterà a far­si infi­lare diverse volte e in maniera mul­ti­pla, come vis­to nel cor­so del quar­an­tes­i­mo giro quan­do, in poche man­ci­ate di sec­on­do, è sta­to pas­sato da Stroll, Leclerc e Vet­tel nell’ultima sezione gui­da­ta del circuito.

Il tre­cen­tes­i­mo Gran Pre­mio del­la Red Bull si con­clude, quin­di, con due magri ses­to e set­ti­mo pos­to, colti rispet­ti­va­mente per mano di Max Ver­stap­pen e Alexan­der Albon. Il buon poten­ziale vis­to nel cor­so delle qual­i­fiche e, alla stes­sa maniera, nel­la pri­ma parte di gara, si è van­i­fi­ca­to mis­era­mente man mano che la pista si è asci­u­ga­ta a causa di un asset­to evi­den­te­mente impronta­to sulle speci­fiche di una super­fi­cie mag­gior­mente bag­na­ta, nonché per via di una fret­ta ecces­si­va dei pro­pri piloti, Ver­stap­pen in prim­is, che ha but­ta­to via un prob­a­bile podio a causa di una fret­ta ecces­si­va e di uno stile di gui­da forse trop­po sporco in con­dizioni che, di esso, non necessitavano.

 

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