L’esordio più poderoso di sempre. Record su record, vittorie su vittorie, titoli su titoli. Ripercorriamo la storia delle stagioni che Lewis ha disputato con McLaren e Mercedes.

Lewis Hamil­ton, uno dei più gran­di piloti del­la sto­ria del­la For­mu­la 1. Lo abbi­amo mes­so a con­fron­to con altri due gran­di cam­pi­oni, Michael Schu­mach­er ed Ayr­ton Sen­na. Per ognuno di loro abbi­amo volu­to riper­cor­rere in modo det­taglia­to la car­ri­era, per com­piere un’anal­isi com­ple­ta di quel­lo che han­no real­iz­za­to.

 I NUMERI

  • Parte­ci­pazioni: 14
  • Cam­pi­onati del mon­do: 6
  • Gran Pre­mi: 263
  • Vit­to­rie: 93
  • Sta­gioni con vit­to­rie: 14
  • Podi: 161
  • Ritiri: 26
  • Giri veloci: 53
  • Pole posi­tion: 97
  • Team: McLaren (2007–2012), Mer­cedes (2013–2020)
  • Com­pag­ni di squadra: Fer­nan­do Alon­so (2007), Heik­ki Kovalainen (2008–2009), Jen­son But­ton (2010–2012), Nico Ros­berg (2013–2016), Valt­teri Bot­tas (2017–2020)

STAGIONE PER STAGIONE

2007: la McLaren ingag­gia il Cam­pi­one del Mon­do Fer­nan­do Alon­so, al fian­co del quale viene schier­a­to un gio­vane pilota inglese, Lewis Hamil­ton. La vet­tura che guidano è la MP4-22, che si dimostra la più affid­abile del lot­to ed è carat­ter­iz­za­ta da eccel­len­ti prestazioni, al pun­to da essere una delle con­tenden­ti al tito­lo, insieme alla Fer­rari. Da un pun­to di vista rego­la­mentare, sul­la sta­gione gra­va l’ombra del­la spy sto­ry, che spingerà la FIA alla can­cel­lazione di tut­ti i pun­ti con­quis­ta­ti dal­la squadra e, col pas­sare dei Gran Pre­mi, emerge la forte rival­ità tra i piloti. Il tito­lo di Cam­pi­one del Mon­do, al ter­mine di una vola­ta piena di sor­p­rese, va a Kimi Raikko­nen e alla Fer­rari, ma Lewis e Fer­nan­do arrivano sec­on­di, entram­bi con 109 pun­ti. Lewis con­quista sei pole posi­tion, quat­tro vit­to­rie, otto podi (cinque sec­on­di posti e tre terzi), arri­va a pun­ti in quindi­ci delle sedi­ci gare con­cluse e mette a seg­no la più lun­ga sequen­za di podi all’esordio nel­la mas­si­ma for­mu­la: nove. Non va a pun­ti nel Gran Pre­mio d’Europa, al Nur­bur­gring sot­to il dilu­vio, quan­do finisce fuori pista e viene rimes­so sul trac­cia­to con la gru e nel Gran Pre­mio di Cina, che avrebbe potu­to con­sacrar­lo Cam­pi­one del Mon­do: è al pri­mo pos­to, viene las­ci­a­to fuori trop­po a lun­go e quan­do rien­tra per il pit stop, gli pneu­mati­ci sono in pes­sime con­dizioni. Per ines­pe­rien­za, si ins­ab­bia nel­la ghi­a­ia che costeggia la cor­sia d’ingresso ai box. In altri week­end sof­fre di prob­le­mi che non lo costringono al ritiro, ma ne com­pro­met­tono il risul­ta­to finale: uno pneu­mati­co dechap­pa­to, in Turchia, lo costringe a rin­un­cia­re alla lot­ta con le Fer­rari e ad accon­tentar­si del quin­to pos­to. Nel deci­si­vo Gran Pre­mio del Brasile, Lewis parte male dal­la sec­on­da posizione e si ritro­va otta­vo, pochi giri più tar­di un prob­le­ma al cam­bio lo costringe a ral­lentare, quan­do riprende è in fon­do al grup­po ed arriverà set­ti­mo, per­den­do il titolo.

2008: per la nuo­va sta­gione la McLaren si pre­sen­ta con la MP4-23, che lot­ta anco­ra con la Fer­rari per tut­ta la sta­gione. Come pilota, a fian­co di Hamil­ton viene ingag­gia­to Heik­ki Kovalainen. Lewis diven­ta Cam­pi­one del Mon­do all’ultima cur­va, total­iz­zan­do 98 pun­ti con­tro i 53 del fin­lan­dese, che finisce set­ti­mo. Il bot­ti­no del pilota inglese è di sette pole, cinque vit­to­rie, cinque podi (due sec­on­di posti e tre terzi) e finisce a pun­ti quat­tordi­ci volte su dici­as­sette gare ter­mi­nate. In Bahrein, Hamil­ton parte male e poi si toc­ca con Alon­so, per­den­do l’alettone ante­ri­ore. Rien­tra ai box e riparte diciottes­i­mo, sen­za mai rien­trare in zona pun­ti. In Cana­da si riti­ra dopo diciot­to giri in tes­ta, per­ché tam­pona Raikko­nen fer­mo, in fon­do alla pit­lane, in atte­sa che il semaforo diven­ti verde. In Unghe­ria, esce di pista men­tre è sec­on­do, perde tem­po e finisce quin­to. In Bel­gio, arri­va pri­mo in un finale conci­ta­to, in cui sor­pas­sa Raikko­nen traen­do van­tag­gio da un taglio di chi­cane, alla Bus Stop. Viene penal­iz­za­to di 25 sec­on­di e finisce ter­zo. Sbaglia la parten­za del Gran Pre­mio del Giap­pone, poi va in tes­ta­co­da attac­can­do Mas­sa: fan­no cinque errori sta­gion­ali e, in un Mon­di­ale molto com­bat­tuto, penal­iz­zano il cam­mi­no del pilota bri­tan­ni­co. Il cam­pi­ona­to si decide anco­ra in Brasile, ma nonos­tante una gara dif­fi­cile, Hamil­ton all’ultima cur­va supera Glock e con­quista il quin­to pos­to che gli garan­tisce il titolo.

2009: la MP4-24 non nasce bene, anzi nasce pro­prio male. La pri­ma parte del­la sta­gione è dif­fi­cile, men­tre le Brawn GP dom­i­nano e ven­gono insidi­ate solo dalle Red Bull. Con l’arrivo dell’estate, però, ven­gono adot­tate numerose mod­i­fiche, che finis­cono per ren­dere le mono­pos­to di Wok­ing molto più com­pet­i­tive, per tut­ta la sec­on­da metà del­la sta­gione. Hamil­ton arri­va quin­to nel cam­pi­ona­to con 49 pun­ti, men­tre Kovalainen ne total­iz­za 22. Ottiene quat­tro pole, due vit­to­rie, tre podi (una vol­ta sec­on­do, due volte ter­zo) e finisce a pun­ti otto volte in tredi­ci gare ter­mi­nate. In Aus­tralia, par­ti­to diciottes­i­mo per prob­le­mi mec­ca­ni­ci, finisce quar­to, ma com­mette un’irregolarità durante una situ­azione di Safe­ty Car e viene squal­i­fi­ca­to. Nel Gran Pre­mio di Ger­ma­nia, parte benis­si­mo, ma è vit­ti­ma di una foratu­ra che lo spedisce in fon­do al grup­po, dopo un con­tat­to con Web­ber. Dalle posizioni meno nobili non si rialza ed infi­la, così, cinque gare con­sec­u­tive sen­za pun­ti, quat­tro oltre la dec­i­ma posizione. Dal Gran Pre­mio d’Ungheria arrivano gli aggior­na­men­ti e Lewis fes­teggia vin­cen­do, men­tre nel Gran Pre­mio d’Europa arri­va sec­on­do, per­den­do la vit­to­ria per col­pa di un pit stop malde­stro. In Bel­gio, invece, parte dodices­i­mo e nel cor­so del pri­mo giro entra in con­tat­to con Alguer­suari, doven­dosi riti­rare. A Mon­za, è ter­zo quan­do all’ultimo giro esce di pista da solo, tra le due curve di Lesmo, e si deve riti­rare. Ad Abu Dhabi, si deve riti­rare men­tre è ter­zo, ma davan­ti a lui c’è Hei­d­feld che non ha anco­ra cam­bi­a­to gli pneu­mati­ci, quin­di si fer­ma men­tre è vir­tual­mente secondo.

2010: se la MP4-24 è molto cresci­u­ta nel cor­so del­la sta­gione, la sua erede ne cos­ti­tu­isce un impor­tante miglio­ra­men­to. Di qual­ità com­p­lessi­va appe­na infe­ri­ore a Red Bull e Fer­rari, per­me­tte ad Hamil­ton di lottare per il tito­lo fino all’ultima gara del­la sta­gione. Il nuo­vo com­pag­no di squadra di Hamil­ton è il Cam­pi­one del Mon­do in car­i­ca, Jen­son But­ton. Lewis arri­va quar­to con 240 pun­ti, davan­ti pro­prio a But­ton, quin­to con 214. Il bot­ti­no sta­gionale con­ta una pole, tre vit­to­rie, sei podi (cinque sec­on­di e un ter­zo pos­to), altre sei gare con­cluse a pun­ti nelle quindi­ci gare por­tate a tem­ine. In Spagna, si riti­ra men­tre è sec­on­do, a due giri dal­la fine (viene clas­si­fi­ca­to quat­trordices­i­mo) per una foratu­ra. In Unghe­ria, si riti­ra men­tre è quar­to, per un prob­le­ma alla trasmis­sione. A Mon­za, urta colpevol­mente Mas­sa al pri­mo giro e si deve riti­rare, men­tre a Sin­ga­pore si toc­ca con Web­ber, men­tre cer­ca di super­ar­lo. La respon­s­abil­ità non è com­ple­ta­mente chiara, ma non si può attribuire la respon­s­abil­ità intera­mente all’australiano. In Giap­pone riesce ad arrivare quin­to, nonos­tante un prob­le­ma al cam­bio che lo affligge men­tre è quar­to, all’inseguimento di Web­ber e Alonso.

2011: la Red Bull RB7 è la mono­pos­to più forte in asso­lu­to, la MP4-26 è la sec­on­da forza del cam­pi­ona­to. Hamil­ton arri­va quin­to nel cam­pi­ona­to con 227 pun­ti, Jen­son But­ton è sec­on­do con 270. Una pole, tre vit­to­rie, tre podi e dieci gare a pun­ti sono il bot­ti­no di Lewis, che nelle sedi­ci gare con­cluse va sem­pre a pun­ti. In Male­sia, viene penal­iz­za­to di 20 sec­on­di e perde una posizione, da set­ti­mo ad otta­vo. Nel GP di Mona­co, riceve due penal­ità (un dri­ve-through e ven­ti sec­on­di sul tem­po finale) per aver causato due inci­den­ti, ma arri­va comunque ses­to. A Mon­tre­al, le McLaren sono in tes­ta ed Hamil­ton ten­ta di affi­an­care il suo com­pag­no di squadra davan­ti ai box, i due si toc­cano, Lewis ha la peg­gio e deve riti­rar­si, dichiaran­dosi colpev­ole del con­tat­to. Com­mette un tes­ta coda in Unghe­ria, men­tre è pri­mo sul bag­na­to, finen­do quin­to. In Bel­gio, si riti­ra men­tre è quin­to, per­ché esce di stra­da men­tre cer­ca di super­are Kobayashi. A Sin­ga­pore, toc­ca la pos­te­ri­ore di Mas­sa, cau­san­do una foratu­ra e suben­do un dri­ve-through che gli impedirà di lottare con i pri­mi quat­tro. Anco­ra un con­tat­to con Mas­sa, anco­ra col­pa del bri­tan­ni­co, in Giap­pone, così come in India. È la quin­ta vol­ta ed, in tut­ti i casi, la respon­s­abil­ità è di Hamil­ton. In Brasile si riti­ra per ced­i­men­to il cam­bio men­tre è ses­to. Com­p­lessi­va­mente ha prob­le­mi in nove gare, in otto casi la col­pa è sua.

2012: la nuo­va sta­gione vede la MP4-27 essere com­pet­i­ti­va qua­si come la Red Bull, che è anco­ra la vet­tura da bat­tere. Sette vit­to­rie, otto pole per entrambe le vet­ture, quindi­ci podi a tredi­ci per le Red Bull indi­cano un liv­el­lo sim­i­le. Hamil­ton arri­va quar­to, dietro a Vet­tel, alla Fer­rari di Alon­so e alla Lotus di Raikko­nen, con 190 pun­ti e subito davan­ti a But­ton che ne som­ma 188. In ven­ti Gran Pre­mi, Lewis con­quista sette pole, e arri­va al tra­guar­do in quat­tordi­ci, rac­coglien­do quat­tro vit­to­rie, tre podi e sette gare a pun­ti. Hamil­ton ha prob­le­mi nei due pit stop in Bahrein ed arri­va otta­vo, ma la sua prestazione var­rebbe una posizione sul podio. A Valen­cia, viene but­ta­to fuori da Mal­don­a­do men­tre è ter­zo e viene clas­si­fi­ca­to dician­noves­i­mo; in Ger­ma­nia, dopo una foratu­ra ad inizio gara, sta nelle retro­vie finen­do per riti­rar­si a causa di prob­le­mi di tenu­ta di stra­da. In Bel­gio, è una delle vit­time del­la caram­bo­la innesca­ta da Gros­jean al via. È il cam­bio a tradir­lo, a Sin­ga­pore, men­tre è pri­mo. Arri­va dec­i­mo in Corea, ma sof­fre tut­ta la gara a causa di un prob­le­ma alla bar­ra antirol­lio. Anco­ra una vol­ta è pri­mo, ad Abu Dhabi, quan­do si riti­ra per un prob­le­ma di pres­sione del car­bu­rante e ad Inter­la­gos quan­do viene attac­ca­to da Hulken­berg che perde il con­trol­lo, lo colpisce e lo costringe.

2013: nuo­vo team, per Lewis Hamil­ton. Una sfi­da che molti rep­utano folle. Da quan­do è ritor­na­ta alle com­pe­tizioni, nel 2010, la Mer­cedes non ha mostra­to prestazioni eccezion­ali ed ha mes­so in carniere una sola vit­to­ria, in Cina, nel 2012. L’autore di ques­ta pic­co­la impre­sa è Nico Ros­berg, il nuo­vo com­pag­no di squadra di Lewis. La FW04 com­in­cia la sta­gione pale­san­do enor­mi dif­fi­coltà con gli pneu­mati­ci. Dopo un test Pirelli, tenu­tosi a Bar­cel­lona e dura­mente con­tes­ta­to da Red Bull e Fer­rari, le cose miglio­ra­no notevol­mente. Anche gra­zie alle dif­fi­coltà che ral­len­tano le Rosse, pur lon­tana dalle Red Bull, Mer­cedes diven­ta la sec­on­da forza del Mon­di­ale, con­quista imme­di­ata­mente una vit­to­ria a Monte-Car­lo con Ros­berg, poi Nico fa il bis a Sil­ver­stone ed Hamil­ton vince in Unghe­ria. Lewis arri­va quar­to nel cam­pi­ona­to con 189 pun­ti, rispet­to ai 171 di Ros­berg. Nelle dician­nove gare, real­iz­za cinque pole, una vit­to­ria, quat­tro terzi posti e dod­i­ci arrivi a pun­ti. In Gran Bre­tagna, è vit­ti­ma di una foratu­ra men­tre è in tes­ta, poi arri­va quar­to. Anche a Mon­za ha prob­le­mi di gomme, in questo caso nav­i­ga nelle posizioni di rin­cal­zo. Alla parten­za del Gran Pre­mio del Giap­pone, sor­pas­sa Vet­tel ma colpisce la sua ala ante­ri­ore con la pos­te­ri­ore destra: un’altra foratu­ra, qualche giro più tar­di si riti­ra. In Brasile è quar­to quan­do colpisce Bot­tas, che si sta sdoppiando. Ennes­i­ma foratu­ra, dri­ve-through e nono pos­to in classifica.

2014: arri­va l’ibrido, com­in­cia il dominio. Cam­pi­one del Mon­do con 384 pun­ti, con­tro i 317 di Ros­berg. Sette pole, undi­ci vit­to­rie, cinque podi (tre sec­on­di posti e due terzi). In Aus­tralia com­in­cia male: rot­tura del motore men­tre è quin­to, dopo due giri. In Cana­da, è in lot­ta per la vit­to­ria quan­do ha prob­le­mi ai freni. In Bel­gio è Ros­berg, invece, ad attac­car­lo con trop­pa veemen­za, men­tre è pri­mo, cau­san­dogli una foratu­ra e il ritiro.

2015: Cam­pi­one del Mon­do, con 381 pun­ti con­tro 322 di Ros­berg. Undi­ci pole, dieci vit­to­rie, sette podi (sei volte sec­on­do, un ter­zo pos­to), una gara a pun­ti ed un ritiro. Nel Gran Pre­mio di Mona­co, men­tre è pri­mo, viene richiam­a­to ai box per un cam­bio gomme. La scelta è sbagli­a­ta, Lewis riparte trovan­dosi dietro a Ros­berg e Vet­tel: impos­si­bile sor­pas­sare, vit­to­ria but­ta­ta. In Unghe­ria, una pes­si­ma parten­za ed un fuorip­ista, per non tam­ponare Ros­berg, nel cor­so del pri­mo giro, lo costringono ad una gara di rin­cor­sa, in cui finisce ses­to. A Sin­ga­pore, in un week­end di dif­fi­coltà per le Mer­cedes, Lewis è quar­to quan­do l’acceleratore lo costringe al ritiro.

2016: perde il tito­lo, vin­to da Ros­berg con 385 con­tro 380 di Lewis. Hamil­ton con­quista dod­i­ci pole, dieci vit­to­rie, sette podi (tre volte sec­on­do e quat­tro ter­zo) e in due occa­sioni va a pun­ti. La sta­gione com­in­cia male, il Cam­pi­one del Mon­do è decon­cen­tra­to quel tan­to che serve a Ros­berg per far­si spazio. Nico ne approf­itta e com­in­cia a “lavo­rare” per desta­bi­liz­zare psi­co­logi­ca­mente Lewis. In Aus­tralia, parte male dal­la pole, poi recu­pera fino al sec­on­do pos­to gra­zie alla supe­ri­or­ità delle frec­ce d’argento. In Bahrein, un’altra parten­za dif­fi­cile, ma sta­vol­ta è Bot­tas a tam­ponarlo: perde posizioni e riesce a recu­per­are fino al ter­zo pos­to. In Cina, un prob­le­ma all’ERS non gli con­sente di pren­dere parte alle qual­i­fiche, Lewis parte ulti­mo e arri­va set­ti­mo. Anal­o­go prob­le­ma nel Q3, in Rus­sia: ques­ta vol­ta la rimon­ta parte dal dec­i­mo pos­to e si con­clude con una sec­on­da piaz­za. A Bar­cel­lona, è il giorno dell’autoscontro tra le Mer­cedes e del­la vit­to­ria di Ver­stap­pen, all’esordio con la Red Bull: inci­dente di gara, ma la respon­s­abil­ità è di Ros­berg, dis­pos­to a tut­to pur di non far­si super­are. A Monte-Car­lo, il trend pare inver­tir­si quan­do la Red Bull perde un Gran Pre­mio già vin­to da Ric­cia­r­do con un errore al pit stop, ma a Baku si tor­na al ritor­nel­lo di ques­ta pri­ma parte di sta­gione: Hamil­ton com­mette un errore in qual­i­fi­ca e parte dec­i­mo, chi­u­den­do quar­to. Un altro scon­tro tra Mer­cedes avviene a Zeltweg, ma Lewis vince nonos­tante il con­tat­to all’ultimo giro ed inanel­la altre tre vit­to­rie dom­i­nan­ti, in cui com­pie 188 giri in tes­ta su 189 totali. A Spa tor­nano i prob­le­mi nelle prove, al cam­bio ques­ta vol­ta, non riesce a pren­dere parte alle qual­i­fiche, se non per un ten­ta­ti­vo molto lento, parte ven­tunes­i­mo e chi­ude ter­zo. A Mon­za parte male dal­la pole, si ritro­va ses­to e finisce sec­on­do dietro all’altra Mer­cedes. In Male­sia è pri­mo, pron­to a tornare in tes­ta alla clas­si­fi­ca, quan­do si rompe il motore del­la sua FW04. In Giap­pone, una nuo­va pes­si­ma parten­za lo costringe ad un recu­pero che gli por­ta un ter­zo pos­to. Da lì, solo vit­to­rie, ma Nico arri­va sem­pre sec­on­do. Hamil­ton le pro­va tutte ad Abu Dhabi, e chi­ude in tes­ta con una deci­na di giri al ral­len­ta­tore. Il team lo invi­ta a ripren­dere un rit­mo nor­male, ma Lewis non cede nelle sue inten­zioni, palese­mente anti­sportive anche se non irre­go­lari. Il suo obi­et­ti­vo è per­me­t­tere a Vet­tel e Ver­stap­pen di recu­per­are e di minac­cia­re la sec­on­da posizione dell’altra Mer­cedes. A quel pun­to, una col­li­sione in un ten­ta­ti­vo di sor­pas­so azzarda­to o un doppio sor­pas­so da parte degli inse­gui­tori gli con­seg­nereb­bero il tito­lo. Nul­la. Però, suc­cede e Ros­berg vince il tito­lo e si ritira.

2017: il nuo­vo com­pag­no di squadra è Valt­teri Bot­tas e, per la pri­ma vol­ta, le Mer­cedes affrontano un avver­sario peri­coloso. La Fer­rari di Vet­tel è un osta­co­lo dif­fi­cile da super­are, ma nel­la parte finale di sta­gione si riapre il mar­gine, anche gra­zie ad impor­tan­ti prob­le­mi di affid­abil­ità delle vet­ture di Maranel­lo. Hamil­ton diven­ta cam­pi­one con 363 pun­ti con­tro i 305 di Bot­tas. Undi­ci pole, nove vit­to­rie, quat­tro sec­on­di posti e sette arrivi a pun­ti. L’atteggiamento di Hamil­ton cam­bia com­ple­ta­mente, dopo la scon­fit­ta del 2016. Con­cen­trazione mas­si­ma, sem­pre, grande lucid­ità ed errori ridot­ti al min­i­mo. In ques­ta sta­gione non si riti­ra mai e non com­ple­ta tut­ti i giri pre­visti solo per­ché in Mes­si­co arri­va con un giro di ritar­do. Nel Gran Pre­mio di Mona­co, non riesce ad accedere alla Q3, per le bandiere gialle causate da Van­doorne, parte tredices­i­mo e con­clude la gara al set­ti­mo pos­to. In Azer­bai­jan, la gara è caot­i­ca; tra safe­ty car e prob­le­mi con il pog­giat­es­ta si ritro­va alla fine, incolpevol­mente, in quin­ta posizione. In Aus­tria, un prob­le­ma al cam­bio lo costringe a cinque posizioni di penal­ità e a par­tire otta­vo, finisce quar­to. A Cit­tà del Mes­si­co, durante una parten­za caot­i­ca che vede pro­tag­o­nisti anche Ver­stap­pen e Vet­tel, si ritro­va con uno pneu­mati­co buca­to e deve ripar­tire dal fon­do, ter­mi­nan­do al nono pos­to e tan­to bas­ta per con­quistare matem­ati­ca­mente il tito­lo. In Brasile com­mette un errore in Q1, parte in fon­do allo schiera­men­to ed arri­va quarto.

2018: Hamil­ton è cam­pi­one per la quin­ta vol­ta. Il dis­tac­co su Bot­tas (408 – 247) è abissale, la Fer­rari è anco­ra fas­tidiosa per due terzi di sta­gione, poi si dis­unisce tra errori di Sebas­t­ian Vet­tel, prestazioni non all’altezza, guerre intes­tine per la suc­ces­sione a Mar­chionne. La Mer­cedes, in ogni caso, dopo la doppi­et­ta di Mon­za prende il volo, con prestazioni inar­riv­abili ed, in alcu­ni casi, dis­cusse, per le “ille­gal­ità lim­i­tate” delle W09. Per Lewis, undi­ci pole, undi­ci vit­to­rie, sei podi (tre sec­on­di e tre terzi posti) e tre arrivi a pun­ti. In Bahrein, riceve una penal­ità di cinque posizioni per la sos­ti­tuzione del cam­bio, parte otta­vo e arri­va ter­zo. In Cana­da arri­va quin­to sof­fren­do per tut­ta la gara, a causa delle tem­per­a­ture del motore. In Aus­tria, ha un prob­le­ma con la pres­sione del car­bu­rante, che lo costringe al ritiro men­tre è pri­mo. In Gran Bre­tagna, un con­tat­to in parten­za con Kimi Raikko­nen lo costringe a risalire dalle ultime posizioni; anche gra­zie ad una provvi­den­ziale Safe­ty Car arri­va sec­on­do. Ad Hock­en­heim parte quat­tordices­i­mo, per un prob­le­ma nelle qual­i­fiche, ma finisce per vin­cere. In Mes­si­co, ha prob­le­mi con le gomme per tut­ta la gara e arri­va quarto.

2019: ses­to tito­lo, ques­ta vol­ta sen­za veri rivali. Incam­era 413 pun­ti con­tro 326 di Bot­tas, sec­on­do. Hamil­ton aggiunge al suo pal­marès cinque pole, undi­ci vit­to­rie, sei podi (quat­tro sec­on­di posti e due terzi), quat­tro gare a pun­ti. Non si riti­ra mai e per­corre tut­ti i 1262 giri del cam­pi­ona­to, rag­giun­gen­do un record di Schu­mach­er del 2002 (Schu­mi, però, arrivò sem­pre sul podio). Del­la sta­gione c’è poco da dire. Tra gli episo­di più deg­ni di nota, la vit­to­ria ottenu­ta in Cana­da causa molte polemiche, per­ché ottenu­ta gra­zie ad una penal­iz­zazione di cinque sec­on­di a Sebas­t­ian Vet­tel, che ave­va taglia­to per pri­mo il tra­guar­do. Anche la gara caot­i­ca, in Ger­ma­nia, è uno dei rari momen­ti in cui Lewis è in dif­fi­coltà. Finisce undices­i­mo, fuori dai pun­ti, poi sale in zona pun­ti, al nono pos­to, per la squal­i­fi­ca delle due Alfa Romeo. La ripresa dopo la pausa esti­va por­ta qualche grat­ta­capo: la doppia vit­to­ria di Charles Leclerc, a Spa e Mon­za, ma anche le scelte tat­tiche del team a Sin­ga­pore, che lo rel­egano al quin­to pos­to, men­tre nel­la pri­ma fase del­la gara era in lot­ta con le due Fer­rari. Con una tat­ti­ca nor­male, dopo i pit stop sarebbe rien­tra­to al ter­zo pos­to ed avrebbe potu­to lottare con­tro Leclerc e Vet­tel. È lui, invece, a com­bina­re un guaio in Brasile, colpen­do e man­dan­do in tes­ta coda Alexan­der Albon, men­tre lo attac­ca al Pineir­in­ho. Prende penal­ità e finisce settimo.

2020: al momen­to abbi­amo una situ­azione che vede, dopo dod­i­ci gare, Hamil­ton in tes­ta con 256 pun­ti, Bot­tas ne ha 179. Nove pole in carniere, otto vit­to­rie, due podi (un sec­on­do e un ter­zo pos­to) e due arrivi a pun­ti. In Aus­tria, com­in­cia come ave­va fini­to, cioè facen­do girare Albon che lo ha sor­pas­sato e pren­den­do penal­ità: da sec­on­do retro­cede quar­to. Nel Gran Pre­mio di Gran Bre­tagna arri­va pri­mo, per­cor­ren­do mez­zo giro su tre ruote. In Italia, men­tre è pri­mo, per errore del team viene richiam­a­to per il cam­bio gomme, ma la cor­sia dei box è chiusa. Stop-and-go di dieci sec­on­di per Lewis e set­ti­mo pos­to. Al Nur­bur­gring, pareg­gia le 91 vit­to­rie di Schu­mach­er. A Por­ti­mao lo bat­te, con una prestazione son­tu­osa. Deg­na di un recordman.

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Un pensiero su “Lewis Hamilton: cronistoria di un fenomeno”

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