Portimao: la prima volta sull’ottovolante dell’Algarve

Portimao: la prima volta sull’ottovolante dell’Algarve

Questa inconsueta stagione 2020 ha visto il calendario della Formula 1 tornare su tracciati storici, come Imola e il Nurburgring, e debuttare su altri inediti: dopo il Gran Premio di Toscana all’Autodromo del Mugello, infatti, questo fine settimana la massima serie corre per la prima volta a Portimao


Il Gran Premio del Portogallo si è svolto in epoca moderna, dal 1984 fino al 1996, sulla nota pista dell’Estoril, vicino alla capitale Lisbona e quest’anno cambia sede con la prima gara all’Autodromo Internacional de Algrave

Un circuito inaugurato nel 2008 e, tutto sommato poco utilizzato, pur essendo stato costruito in soli sette mesi e collaudato da nomi importanti, tra cui Pedro de la Rosa, con il tempo di 1:28.719 alla guida di una McLaren e Lewis Hamilton, al tempo in forza alla scuderia di Woking. Celebre è stata l’occasione in cui Michael Schumacher, proprio qui, provò una superbike Yamaha.

Si tratta di un circuito estremamente tecnico, davvero affascinante con i suoi improvvisi saliscendi e le curve velocissime che devono essere impostate alla cieca, con carichi laterali e longitudinali che vanno a sollecitare fortemente gli pneumatici. Riasfaltato da poche settimane, il tracciato, disegnato da Ricardo Pena, è lungo 4.658 metri e si compone di sedici curve, nove a destra e sette a sinistra. Il rettilineo principale è breve, meno di un chilometro, 969 metri per l'esattezza. È una pista che piace moltissimo ai piloti che ci hanno corso nelle categorie minori, prima di approdare alla massima serie. Ne tessono infatti le lodi personaggi del calibro di Daniel Ricciardo, che proprio lì si è laureato campione della Formula 3, e anche Charles Leclerc lo descrive come molto divertente.

Altri piloti, invece, non vi hanno mai gareggiato: Sebastian Vettel, leggermente preoccupato per la mancanza di riferimenti, si è comunque espresso entusiasta della pista portoghese.

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