Gran Premio dell’Eifel: le pagelle

Gran Premio dell’Eifel: le pagelle

Uno spettacolo a fasi alterne: così potremmo definire la corsa andata in scena sul bellissimo tracciato del Nurburgring. Se la lotta a centro gruppo però si fa sempre più intensa, purtroppo non possiamo dire lo stesso di quella per i vertici della classifica, che week-end dopo week-end pare sempre più scontata. Restate con noi per scoprire i voti di tutti i protagonisti di giornata.


Lewis Hamilton, voto 9: il Campione Britannico conquista il tanto agognato novantunesimo successo, che marchia a fuoco il suo nome nella storia. Nonostante la vittoria finale, però, sembra più appannato del solito, soprattutto in qualifica quando non riesce a battere il compagno di squadra. Alla fine comunque il risultato non cambia. LA PAURA FA 91.

Max Verstappen, voto 8: un’altra ottima prestazione caratterizzata da una concretezza eccezionale. Purtroppo per lui (e per lo spettacolo), la vettura di cui dispone al momento non gli consente di lottare con le più performanti W11 dei suoi rivali. Sebbene la sua resti una grande gara, va comunque detto che in occasione della ripartenza dopo la Safety Car ci si aspettava sicuramente di più da lui che, un tempo, molto probabilmente non avrebbe esitato a prendersi rischi certamente maggiori. SPUNTATO.

 

Daniel Ricciardo, voto 9: finalmente. L’immagine di Daniel sul podio ci era mancata tanto. L’australiano è autore di una prova magistrale che lo vede concludere al terzo posto, vincendo la tanto chiacchierata scommessa fatta con Cyril Abiteboul. Da applausi il sorpasso effettuato ai danni di Charles Leclerc nelle fasi iniziali della corsa e la difesa nei confronti di Sergio Perez durante gli ultimi giri. TATOO.

Sergio Perez, voto 8: una gara all’attacco, degna del suo spirito messicano, che lo vede conquistare il quarto posto finale. Nella domenica del Nurburgring, la Racing Point si dimostra più competitiva rispetto al sabato, così Perez non si fa pregare e, dopo essere partito nono, dimostra di cosa è capace effettuando una bellissima rimonta. Chissà che in Racing Point qualcuno non si stia mangiando le mani... ALL’ARREMBAGGIO.

Carlos Sainz, voto 7.5: in qualifica il pilota spagnolo risulta più in difficoltà rispetto al vicino di box, tuttavia in gara dimostra ancora una volta di essere capace di trovare la velocità che non aveva sabato. Gestisce bene tutte le varie situazioni e, approfittando anche di alcuni ritiri (tra cui anche quello di Lando Norris), riesce a terminare in quinta posizione. IMPERTURBABILE.

 

Pierre Gasly, voto 8: scattato dalla dodicesima casella, manda in scena un’altra bellissima rimonta grazie ad un’ottima gestione degli pneumatici e alla sua, a quanto pare, innata capacità di approfittare delle occasioni che gli compaiono davanti agli occhi. Molto efficace anche la strategia del suo team, grazie alla quale riesce a vincere il duello finale con Charles Leclerc, rimasto in pista con gomme gialle più usurate rispetto al treno di pneumatici soft nuovi del pilota francese di casa AlphaTauri. OPPORTUNISTA. 

Charles Leclerc, voto 7: compie un vero e proprio miracolo nelle qualifiche del sabato (anche alla luce di ciò che accadrà dopo) arpionando una tanto strepitosa quanto insperata quarta piazza. In gara però, giro dopo giro, le illusioni si sgretolano e il monegasco si trova a fronteggiare ancora una volta la solita dura, amara, noiosa realtà: la SF1000 non ha passo. Ottime le difese effettuate nei confronti dei piloti con cui ha avuto a che fare nel corso del Gran Premio, come anche gli attacchi quando si trattava di risalire la classifica dopo il primo pit stop. Peccato per la strategia adottata dalla Scuderia di Maranello, che ha sicuramente influenzato pesantemente in negativo la prova del suo alfiere. SENZA PAURA.

 

Nico Hulkenberg, voto 10: le parole nei suoi confronti ormai si sprecano. Non c’è molto da dire: Hulk si precipita sul tracciato dopo una chiamata last minute senza pensarci due volte, sale in macchina e disputa le qualifiche senza nemmeno un giro di prove alle spalle. Nonostante l’ultima posizione (totalmente giustificata) ottenuta in qualifica, Nico si rifà ampiamente in gara terminando ottavo. Un’impresa che riporta alla mente di molti la figura che aveva il pilota nella Formula 1 del passato. HULKENBACK PARTE 2. 

Romain Grosjean, voto 8: porta una Haas a punti, roba da non crederci di questi tempi. Il francese, alle prese con un dito infortunato dopo aver colpito un sassolino scagliato inavvertitamente dall’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen, combatte senza mollare un centimetro. Una prova di fatica che però alla fine lo vede lautamente ricompensato con un nono posto, che vale due punti d’oro per la scuderia americana. EL DORADO. 

Antonio Giovinazzi, voto 7.5: finalmente la reazione che ci si aspettava da lui. Antonio torna a mettere le ruote davanti al compagno di squadra, Kimi Raikkonen, non uno qualunque. Se durante le qualifiche compie un vero e proprio capolavoro accedendo al Q2, in gara riesce addirittura a fare meglio, facendo sua la decima piazza. Bravissimo anche lui a sfruttare ogni singola occasione, nonché ad avere la meglio su un certo Sebastian Vettel, quattro volte iridato. LAMPO ITALIANO.

 

Sebastian Vettel, voto 5: anche questa volta, il Campione tedesco sembra disarmato in una lotta all’ultimo respiro. Seb non pare mai nella condizione di attaccare chi lo precede, e quando ci prova ottiene risultati tutt’altro che positivi (vedi il primo attacco nei confronti di Giovinazzi), un vero peccato. SENZA PAROLE.

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