Una prestazione dolceamara caratterizza il terzo week-end mondiale di Renault, con Ricciardo nuovamente ottavo e Ocon fuori dalla zona punti. Nel frattempo, non si placa la lotta legale nei confronti di Racing Point, che si arricchisce di una nuova e ulteriore protesta ufficiale.

 

Pur giun­gen­do al tra­guar­do con una sola vet­tura nel cor­so dei prece­den­ti Gran Pre­mi, sarebbe erra­to non con­sid­er­are pos­i­ti­vo il pro­gres­so che la R.S.20 ha mostra­to in com­para­zione con le vet­ture che l’hanno pre­ce­du­ta, evi­den­zian­do un poten­ziale che meri­ta di esprimer­si al meglio con l’avanzare del­la sta­gione. Tut­tavia, com­pli­ci le mutevoli con­dizioni del trac­cia­to, il fine set­ti­mana ungherese si pre­sen­ta da subito in sali­ta per gli alfieri del­la Losan­ga, entram­bi esclusi al ter­mine del Q2 e costret­ti a par­tire da due sco­modis­sime posizioni che vedono Daniel Ric­cia­r­do piaz­za­to in undices­i­ma casel­la e Este­ban Ocon bloc­ca­to in quat­tordices­i­ma. Un risul­ta­to decisa­mente poco lus­inghiero ma che, vis­to il com­pro­va­to rendi­men­to in gara, può comunque las­cia­re qualche bar­lume di speranza.

Al via, tutte le vet­ture ad eccezione delle due Haas partono con gom­ma inter­me­dia e questo per­me­tte di sag­gia­re una pista anco­ra in parte umi­da nel cor­so delle prim­is­sime tor­nate. I piloti Renault met­tono a seg­no due parten­ze ben dis­tinte, con Ric­cia­r­do che scat­ta benis­si­mo e che guadagna anche qualche posizione, e a cui si con­trap­pone un Ocon che, invece, scivola indi­etro nel­la clas­si­fi­ca. La con­dizione del­la pista miglio­ra pro­gres­si­va­mente e la dan­za dei pit-stop non tar­da ad arrivare e, nel maras­ma gen­erale che la carat­ter­iz­za, il duo gial­lonero rien­tra in sequen­za nel cor­so del medes­i­mo giro, il quin­to, al fine di montare gom­ma media. Giun­ti nuo­va­mente in pista, entram­bi i piloti tor­nano ad occu­pare posizioni sim­ili a quelle viste sul­lo schiera­men­to di parten­za e, questo, almeno fin quan­do una serie di occa­sioni por­ta il grup­po di metà clas­si­fi­ca a ricom­pat­tar­si dietro a un Leclerc par­ti­co­lar­mente lento e in net­ta dif­fi­coltà. A tale lot­ta si unisce l’australiano che, sal­da­mente in undices­i­ma posizione, si ren­derà pro­tag­o­nista anche di un bel sor­pas­so all’ester­no ai dan­ni di Gros­jean, in pro­gres­si­va retro­ces­sione a causa delle mescole degradan­ti e con con­seguente risali­ta in zona pun­ti per Ricciardo.

La sec­on­da parte di gara, inizia­ta dopo le due soste effet­tuate dai piloti in momen­ti diver­si e per montare mescole altret­tan­to dif­fer­en­ti, con gom­ma media nuo­va­mente dis­pos­ta per Ric­cia­r­do e gom­ma dura per Ocon, si carat­ter­iz­za per una sol­i­da con­ti­nu­ità che l’australiano mostra al fine di portare a casa pun­ti preziosi, tan­to da con­clud­ere la cor­sa nuo­va­mente in otta­va posizione. Ocon, invece, deve far affi­da­men­to a tutte le sue abil­ità al fine di difend­er­si da un arrem­bante Lan­do Nor­ris, che si dimostra par­ti­co­lar­mente vici­no nel cor­so del ses­san­tasettes­i­mo giro e che sot­trar­rà, con suc­ces­so, la posizione fino a quel momen­to man­tenu­ta dal francese a poche tor­nate dal­la fine, rel­e­gan­do­lo al quat­tordices­i­mo posto.

A cor­sa fini­ta, è arriva­ta la tan­to vocif­er­a­ta, quan­to preved­i­bile, protes­ta uffi­ciale avan­za­ta nuo­va­mente nei con­fron­ti di Rac­ing Point e del­la sua sem­pre più sospet­ta RP20. La battaglia legale prop­ug­na­ta da Renault non accen­na a fer­mar­si e, anzi, finisce per ali­menta­re un mal­con­tento gen­erale che si fa sem­pre più tan­gi­bile tra i vari team minori, che atten­dono una pronta rispos­ta dal­la Fed­er­azione che, tut­tavia, sem­bra com­met­tere ulte­ri­ori scivoloni e super­fi­cial­ità nel­l’e­ser­cizio dei pro­pri organi di con­trol­lo, come tes­ti­mo­ni­a­to anche dalle las­cive parole del suo respon­s­abile tec­ni­co Nicholas Tombazis.

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