Budget cap: unanimità dei team non più necessaria

Budget cap: unanimità dei team non più necessaria

Il budget cap è uno degli argomenti più discussi nel panorama della Formula 1: in previsione 2024 non sarà necessaria l’unanimità delle squadre per ridurre il tetto di spesa, quindi i top-team si mostrano scontenti.


Obiettivo risparmio. In queste ultime settimane, i team principal delle rispettive squadre, assieme a FIA e Liberty Media, stanno valutando quali possano essere le migliori misure di risparmio, per garantire un futuro roseo al Circus della Formula 1. L'ultima proposta, che verrà analizzata in settimana, riguarda una riduzione graduale del budget cap, partendo da una base di 175 milioni per disputare 21 Gran Premi, scendendo a 145 milioni nel 2021, per poi arrivare a 140 milioni nel 2022 e 135 milioni per il 2023, mantenendo infine stabile questa cifra per le stagioni 2024 e 2025, considerando eventuali margini di correzione in base all'inflazione. L’approvazione definitiva delle scelte spetterà al Consiglio Mondiale della FIA, tuttavia bisogna prendere in considerazione il fatto che se allo stato attuale dei regolamenti, per proporre tale modifiche, è richiesto il voto unanime di tutte le squadre, nei prossimi anni sarà sufficiente una votazione di maggioranza, sei team a favore su dieci. Ad opporsi a questa prospettiva sono principalmente i tre top-team, Ferrari, Mercedes e Red Bull, che mostrano diverse perplessità poiché preoccupate dalla possibilità che tali regolamenti possano portare alla scelta di dover ridimensionare il proprio personale. 

A tal proposito, il Team Principal della Red Bull, Christian Horner, ha sottolineato come non si possano paragonare le spese di una squadra di vertice con una di media classifica: "Riguardo al budget cap, il problema è che si parla talmente tanto della cifra massima che abbiamo perso il punto focale. I team di Formula 1 spenderanno sempre qualsiasi cifra richiesta, più almeno un 10%. E' impossibile paragonare le spese della Ferrari con quelle della Haas, o quelle della Mercedes contro quelle della Racing Point, o Red Bull contro AlphaTauri. Sono tipi di strutture e business differenti. Credo che la soluzione dovrebbe essere quella di esaminare ciò che produce quei costi, in primo luogo, poi quelle che sono le spese di ricerca e sviluppo per la costruzione e miglioramento delle vetture, nella speranza di essere competitivi. Sono pienamente d'accordo sulla necessità di abbassare le spese e dare modo a tutte e dieci le squadre di continuare ad essere in Formula 1, ma ci sono molti modi di farlo e non è solo abbassando il budget cap che si risolve il problema. Se l'obiettivo di questo punto riguarda la competizione e aiutare i piccoli team, specialmente in un momento di crisi come questo, allora aprirei alla vendita delle nostre auto utilizzate ad Abu Dhabi. Credo che la soluzione delle vetture clienti possa aiutare a breve termine e sia una soluzione da prendere in considerazione. Durante la crisi ci sono stati sicuramente opportunismi da parte di alcune squadre, ma credo che si debba guardare avanti, piuttosto che reagire d'istinto col rischio di far perdere posti di lavoro. Dovremmo essere meno ossessionati del tetto di spesa e più concentrati sul rendere più competitivo il nostro sport..."

Si attendono dunque ulteriori sviluppi relativi a quest'argomento, che garantirà la sopravvivenza del mondo della Formula 1.

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