A Melbourne, il 6 Marzo del 2005 è tutto pronto per l’avvio di un nuovo Campionato Mondiale di Formula 1. La Ferrari è favorita, ma qualcosa sta per cambiare…

La sta­gione del 2004 ave­va sanci­to per l’ennesima vol­ta il tri­on­fo fer­rarista: la Casa del Cav­alli­no ave­va con­quis­ta­to il ses­to e con­sec­u­ti­vo tito­lo costrut­tori, Michael Schu­mach­er ave­va toc­ca­to l’apice del­la sua car­ri­era, incoro­nan­dosi del set­ti­mo sig­illo irida­to a quat­tro gare dal ter­mine di un’annata mem­o­ra­bile. Dopo un 2004 così, gli occhi degli appas­sion­ati non pos­sono che vedere nel tedesco l’incarnazione del­la perfezione.

Del resto, i numeri par­lano chiaro, Schu­mach­er è diven­ta­to leggen­da eguaglian­do e superan­do Fan­gio nel­la clas­si­fi­ca dei Cam­pi­onis­si­mi. L’intera Scud­e­ria e i suoi tifosi sono carichi di entu­si­as­mo e pron­ti ad affrontare il 2005, incon­sapevoli però del fat­to che nuvoloni gri­gi avreb­bero oscu­ra­to il cielo del dominio Rosso e del suo Re. Le prime nuv­ole ven­gono por­tate dal ven­to dei nuovi rego­la­men­ti: oltre alle mod­i­fiche riguardan­ti l’aerodinamica miran­ti alla riduzione delle prestazioni delle mono­pos­to rispet­to al 2004, si decise che il set di gomme uti­liz­za­to avrebbe dovu­to reg­gere entrambe le ses­sioni di qual­i­fi­ca e l’intero Gran Pre­mio; un sis­tema di qual­i­fi­ca assur­do, cam­bi­a­to nel cor­so del­la sta­gione, prevede­va la som­ma di due giri sin­goli per cias­cun pilota.

Per­tan­to, in caso di mal­tem­po, la per­for­mance in qual­i­fi­ca era vizia­ta dalle con­dizioni di aderen­za pre­sen­ti al momen­to del giro cronome­tra­to. Inoltre, men­tre nel mon­di­ale prece­dente un motore dove­va durare l’intero week­end di gara, nel 2005 si pas­sa a motori che avreb­bero dovu­to cor­rere due Gran Pre­mi con­sec­u­tivi. Per non par­lare del­la sete di vit­to­ria dei team diret­ti inse­gui­tori al tito­lo con i “sim­boli” del­la nuo­va gen­er­azione di piloti: Fer­nan­do Alon­so per Renault e Kimi Raikko­nen con la McLaren. La pro­va inau­gu­rale del mon­di­ale 2005 si dis­pu­ta all’interno dell’Albert Park, il trac­cia­to cit­tadi­no di Mel­bourne, in Aus­tralia. Qui, si reg­is­tra il debut­to in For­mu­la 1 del team Red Bull, nato dalle ceneri del­la Jaguar. Il mal­tem­po con­diziona l’esito delle qualifiche.

La pri­ma ses­sione è carat­ter­iz­za­ta dall’arrivo del­la piog­gia, che incide sul crono degli ulti­mi entrati in pista: Alon­so, le due Fer­rari e le due McLaren accu­sano un ritar­do supe­ri­ore ai 10 sec­on­di. La ses­sione di domeni­ca, con tem­po sta­bile, non cam­bia le posizioni ormai com­pro­messe. Al loro esor­dio le Red Bull Rac­ing di Coulthard e Klien partono al 5° e 6° pos­to, la Fer­rari di Bar­richel­lo è undices­i­ma, quel­la di Schu­mach­er (che ha sos­ti­tu­ito il motore e non è par­ti­to nel­la sec­on­da ses­sione) diciottes­i­ma. Pri­ma fila invece occu­pa­ta da due piloti ital­iani: Gian­car­lo Fisichel­la è il più veloce con la sua Renault, segui­to dal pilota Toy­ota Jarno Trulli.

La cor­sa: 57 giri per 302 chilometri sulle strade perime­trali di un lago. Il cli­ma è soleg­gia­to. Al via, Kimi Raikko­nen speg­ne il motore del­la sua McLaren. Alla riparten­za, Fisichel­la e Trul­li scat­tano man­te­nen­do la pri­ma e la sec­on­da posizione. Nes­sun colpo di sce­na fino alla sedices­i­ma tor­na­ta, quan­do il debut­tante Chris­ti­jan Alberts deve riti­rar­si per un prob­le­ma alla sua Minar­di. Il pilota romano mantiene la tes­ta del­la cor­sa, segui­to da Trul­li, Coulthard, Bar­richel­lo e dal suo com­pag­no di squadra in Renault Alon­so. Fisichel­la è il pri­mo a fer­mar­si per il pit stop, imi­ta­to da Bar­richel­lo e Alon­so un paio di giri più tardi.

E Schu­mach­er? Sul finire del 42° giro il tedesco si fer­ma per il riforn­i­men­to, rien­tran­do 8° davan­ti al con­nazionale in Williams Nick Hei­d­feld. Alla cur­va 5 Hei­d­feld cer­ca l’attacco, ma il fer­rarista lo chi­ude, costrin­gen­do l’avversario ad andare sull’erba: il pilota del­la Williams perde il con­trol­lo del­la sua mono­pos­to ed entra in con­tat­to con Schu­mach­er, obbli­gan­do entram­bi al ritiro. Schu­mi, che nelle ultime cinque edi­zioni ave­va collezion­a­to a Mel­bourne ben quat­tro vit­to­rie e un quar­to pos­to, è out.

Il Gran Pre­mio viene vin­to mer­i­tata­mente da Gian­car­lo Fisichel­la, un pri­mo pos­to gelosa­mente con­ser­va­to dall’inizio alla fine. Bar­richel­lo, dal can­to suo, riesce a sal­vare lo sfor­tu­na­to week­end fer­rarista ter­mi­nan­do sec­on­do dopo una grande rimon­ta, prece­den­do Alon­so, ter­zo alla fine. Sbagli­a­ta la scelta strate­gi­ca di Trul­li, che ter­mi­na a cir­ca mez­zo min­u­to dal­la zona punti.

La gara aus­traliana las­cia un sapore amaro al cam­pi­onis­si­mo tedesco, pare qua­si che pre­sagis­ca la fine di una grande (e Rossa) era. Così sarà. Alon­so, il forte e ambizioso iberi­co del­la For­mu­la 1, con le sue sette vit­to­rie con­tro l’unico rag­gio di luce di Schu­mach­er a Indi­anapo­lis, diven­terà il nuo­vo Cam­pi­one del Mon­do di quel­la sta­gione 2005 in cui l’ “Era Schu­mach­er” si sarebbe spen­ta per sempre.

 

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