Ferrari e Codacons: una guerra che va avanti da quasi vent’anni

Ferrari e Codacons: una guerra che va avanti da quasi vent’anni

Se pensate che le battaglie tra Codacons e Maranello siano nate solamente in seguito all'utilizzo di determinate sponsorizzazioni legate al tabacco, vi sbagliate: pensate, la Ferrari venne anche accusata dal Codacons di frode sportiva in seguito alle vicende del GP d'Austria del 2002! 


L'Unione Nazionale Consumatori ed il Codacons, come già saprete, hanno presentato un esposto all'Antitrust, al Ministero della Salute e ai Carabinieri del NAS affinché la nuova Ferrari SF1000 venga posta sotto sequestro. Secondo le due associazioni è inaccettabile che a Maranello abbiano posto sulla vettura 2020 il logo "Mission Winnow". Una situazione che si era presentata anche all'avvento della passata stagione, ma che non aveva impedito alla squadra italiana di prendere parte alle giornate di test. Il Codacons è tornato all'attacco annunciando che avvierà una battaglia legale contro la Ferrari a causa dell'utilizzo di uno sponsor che promuove in maniera indiretta il consumo di tabacco. Questo perchè "Mission Winnow" è di proprietà di Philip Morris. Le associazioni insistono su questo punto forti di un chiarimento del Ministero della Salute, sotto specifica denuncia, dove viene espresso che il marchio apposto sulla livrea della SF1000 violi la legge. Il primo nemico della Ferrari si è presentato dunque a motori spenti e la battaglia non si combatterà su un tracciato, ma in un'aula di tribunale.

Ma non è certamente la prima volta. Nel 2003 Il Codacons chiese infatti a Ferrari di non pubblicizzare Marlboro al GP d'Italia, dal momento che le leggi italiane dello Stato italiano lo proibivano. Il Codacons, cosa molto particolare e strana, non si scagliò tuttavia contro Bar e Jordan, che erano anch'esse sponsorizzate da multinazionali del tabacco, ma solo contro la Ferrari perchè a loro parere "la Ferrari doveva dare il buon esempio". Il giudice di Monza, Patrizia Re, diede ragione alla Ferrari, perchè non sussisteva il "periculum in mora". Periculum in mora è una locuzione latina che significa letteralmente "pericolo nel ritardo" cioè "pericolo/danno causato dal ritardo". Ferrari da anni sponsorizzava Marlboro, ecco il motivo per il quale vinse la causa. Un cavillo rampante, si potrebbe definire. Nel 2005 successe la medesima cosa, con la Ferrari che chiese al tribunale di Modena di condannare il Codacons a rifonderle 20.886,00 euro. All'origine di questa richiesta, la sentenza del tribunale di Monza, che in quell'anno aveva vietato alla Scuderia di Maranello di apporre le sponsorizzazioni Marlboro sulla livrea in occasione del GP di casa. Ma non è tutto.   

I primi screzi risalgono infatti addirittura al 2002: il fumo in questo caso non c'entra. L'origine va trovata nel controverso GP d'Austria (se ben ricordate, Rubens Barrichello fece passare il compagno Michael Schumacher praticamente al traguardo) e nelle scommesse relative a quell'occasione. In un esposto, il Codacons parlò di "frode sportiva con conseguente truffa ai danni degli scommettitori". Il Tar del Lazio diede infine ragione alla Scuderia Ferrari. Come finirà invece la vicenda che riguarda il richiesto sequestro della SF1000? Lo scopriremo solo vivendo.

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