Analisi GP di Russia: Mercedes-AMG Petronas

Analisi GP di Russia: Mercedes-AMG Petronas

Aiutati che Dio ti aiuta, la fortuna aiuta gli audaci e così via. I detti si sprecano: Mercedes a Sochi si è messa nelle condizioni di poter sfruttare gli eventi favorevoli. Questo non può e non deve mai essere messo in secondo piano.


Una settimana fa il circus sbarcava a Sochi con poche certezze: nonostante Mercedes si apprestasse ad affrontare un circuito che l'ha sempre vista trionfare sin dalla sua prima edizione (2014), si veniva da ben tre vittorie consecutive siglate Ferrari e da un digiuno argentato che durava (anche per via della pausa estiva) da due mesi. La scuderia anglo-tedesca si presentava dunque in pista con una sospensione anteriore modificata, forse in ottica 2021 come suggerito da alcuni insider o più probabilmente, per cercare qualche soluzione alternativa a quanto fatto vedere fino a Singapore, dal momento che, sebbene il pacchetto cosiddetto standard potrebbe bastare (ed avanzare) per mettere in cassaforte il sesto mondiale, nel complesso la W10 sembra aver perso quel vantaggio sui rivali che ha caratterizzato la prima parte di questa stagione.

© XPB Images https://xpbimages.com/index.asp

Superate le prove libere tutt'altro che a pieni voti in qualifica gli strateghi Mercedes decidono di superare la Q2 con gomma gialla. In Q3 il solito Hamilton riesce inoltre a piazzare la sua monoposto in seconda posizione evitando così un'altra prima fila tutta rossa. A ragion veduta queste sono senza dubbio le due chiavi di volta del week-end. In gara, sin dalla partenza, le cose sembrano mettersi subito male: Lewis scivola in terza posizione senza possibilità di replica sul duo Ferrari e il fido compagno Valtteri viene persino passato dalla McLaren MCL-34 di Carlos Sainz. Mercedes tuttavia, con mescola a banda gialla (Hamilton in primis), regge l'urto dei primi giri, dominati tempi alla mano dalle Ferrari SF90 di Vettel e Leclerc, riuscendo così a rimanere abbastanza vicina al duo di testa.

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Quando inizia il valzer dei pit-stop arriva la svolta, grazie ad una buona dose di fortuna ed a quella che si rivelerà una strategia azzardata ma vincente. Con la mescola più dura difatti i piloti Mercedes allungano il primo stint quel tanto che basta per riuscire a sfruttare in successione la VSC causata da Vettel e la SC causata dalla Williams di Russel. Nulla però è, a differenza di quanto si possa pensare, lasciato al caso. Una strategia che sembrava infatti improvvisata e favorita dalle circostanze si è rivelata sì vincente, ma soprattutto (come ammesso post-gara dallo stesso Toto Wolff) congegnata dal muretto nel Q2: l'unico modo per sopperire alla superiorità delle monoposto di Maranello era quello di tentare qualcosa di diverso: se avessero uniformato le strategie, probabilmente sarebbe finita in modo diverso. Hamilton e Bottas finiscono così in prima e seconda posizione, anche grazie alla seconda sosta di Leclerc che in regime di Safety Car decide di giocarsi nuovamente la carta gomma rossa per lottare alla pari con le frecce d'argento. Le due W10, tuttavia, una volta in testa con aria pulita e pista libera si rivelano imprendibili e nonostante nelle simulazioni del venerdì non avessero quasi mai mostrato un passo gara particolarmente formidabile, riescono a conquistare un'insperata doppietta. È innegabile che la rottura di Vettel abbia servito la vittoria alle frecce d'argento la vittoria... su un piatto d'argento (perdonatemi il gioco di parole) ma la fortuna va costruita e tra i pilastri portanti di questa costruzione figurano affidabilità e massimizzazione del profitto. Mercedes non si è mai fermata inanellando una serie interminabile di gare senza particolari problemi e anche quando non ha potuto reggere il confronto, peraltro raramente visto che ha sempre dato battaglia, si è comunque dimostrata in grado, grazie a piloti e tecnici, di raccogliere il massimo. Certamente Wolff e squadra non staranno a guardare e tenteranno di ricucire il gap aperto da Ferrari, ma non servirà fare salti mortali o rischiare più del dovuto. Rimane difatti l'incredibile miracolo ingegneristico che è la W10, capace di spingere gli avversari al limite ed anche oltre mantenendo, anche quando sembra partire indietro, un livello di competitività superiore se valutata complessivamente.

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