Quel birbante di Lewis

Quel birbante di Lewis

Tanto abile in pista quanto nelle parole. Lewis Hamilton è un fenomeno nel mettere pressione sui principali competitors: le ultime sue dichiarazioni (che abbiamo postato questa mattina sui social) su Sebastian Vettel ci mostrano ancora una volta come il campione inglese giostri a suo piacere situazioni esterne che nemmeno lo riguardano. Non è la prima volta: il bersaglio (indiretto e mai nominato) tuttavia, è sempre lo stesso: Charles Leclerc.


Poco più di anno fa Lewis Hamilton comunicava al mondo il suo disappunto riguardo la scelta (a sua detta incomprensibile) della Scuderia Ferrari di liberarsi di un campione del mondo come Kimi Raikkonen (per il quale espresse splendide parole) per rimpiazzarlo con un giovanotto alle prime armi (dimenticandosi che la stessa cosa fece Ron Dennis in McLaren nel 2007). Quando lessi quelle dichiarazioni, che riportai prontamente su Hammer Time, ricordo bene che sorrisi: seguo Charles Leclerc da un bel pezzo e sapevo bene di che pasta fosse fatto. Le parole di Lewis, per me, furono soltanto un'ulteriore conferma del fatto che il buon Carletto potesse rivelarsi per lui una dolorosa spina nel fianco, al contrario di quel tanto osannato Kimi Raikkonen che da undici anni a questa parte, se posso permettermi, mai gli ha dato realmente fastidio. Non fraintendetemi: non metto assolutamente in discussione la stima (condivisibile appieno) che Lewis nutre per Kimi, piuttosto vorrei far notare come l'inglese giostri a suo piacere situazioni a lui esterne o per esaltare il suo talento o per mettere pressione sui principali competitors. Adotta, da sempre, la tattica della psicologia inversa, che utilizza per rafforzare se stesso e i rivali che da anni suona come un tamburo (per dar ancora più lustro alle sue vittorie) e allo stesso tempo mettere in cattiva luce, seppur con stile, gli avversari più temuti.

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Ebbene signore e signori, l'ha rifatto. Nelle ultime ore infatti il paladino Lewis si è immolato per quel Sebastian Vettel incapace di mettergli seriamente pressione (per colpe sue ma non solo) da ormai tempo immemore. Ha dichiarato infatti (come un anno fa) che non comprende la decisione della Ferrari di impostare il proprio futuro su Charles, sacrificando un quattro volte campione del mondo che non solo alla Scuderia di Maranello ha dato tanto, ma che l'ha fatta persino crescere. Si è detto poi felice del fatto che Sebastian abbia vinto a Singapore: se la meritava, ha affermato. Forse si meritava più di vincere in Canada, ma qualcuno (inchiodando con l'obiettivo di dare al mondo una visione di grave pericolo evitato) preferì aprirsi in radio denunciando la manovra difensiva altrui. A seguire lo show del tedesco che si proclamò vincitore a modo suo e quel contraddittorio spettacolo sul gradino più alto del podio.

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Sono certo che Hamilton sia nel profondo sincero quando si pronuncia sui suoi colleghi. Anche perchè a mio parere, onestamente, è difficile non esprimersi positivamente quando si parla di piloti (ed uomini) della caratura di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Tuttavia la Formula 1 mi ha insegnato nel tempo che i complimenti lasciano sempre il tempo che trovano e che arrivano, soprattutto, quando non si ha più nulla da temere. Le critiche e le accuse (velate e non) hanno invece sempre e da sempre quel retrogusto di paura. Come un anno fa, sorrido. Lewis è un talentuoso birbante, ma ha trovato pane per i suoi denti. E il primo a saperlo... è proprio lui.

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